Un militante anarchico di 39 anni è stato arrestato in differita dalla polizia il 25 settembre 2026 a Genova, con l'accusa di resistenza e lesioni aggravate. L'arresto è avvenuto a seguito degli scontri verificatisi la sera precedente, il 24 settembre, presso la Stazione marittima di Genova. Gli incidenti si sono verificati al termine di una camminata per la sicurezza, promossa dal comitato spontaneo degli Angeli del centro storico, un'iniziativa volta a sensibilizzare sul tema della sicurezza nei vicoli cittadini.
L'uomo è specificamente accusato di aver colpito con un pugno al volto un funzionario della Digos.
Il poliziotto, che stava operando senza strumenti di offesa né casco, tentava di mediare per prevenire il contatto diretto tra il corteo dei residenti e il gruppo di manifestanti. A seguito dell'aggressione, il funzionario ha riportato un trauma cranico, con una prognosi stimata di sette giorni.
I tafferugli alla Stazione marittima e le lesioni agli agenti
Prima dell'episodio che ha portato all'aggressione del funzionario della Digos, un gruppo di anarchici si era radunato per commemorare Francesco Carrieri, deceduto la notte precedente in un incidente motociclistico. Questo gruppo ha cercato attivamente lo scontro con gli agenti del reparto mobile, i quali erano stati schierati in tenuta antisommossa con il preciso compito di mantenere separati i partecipanti alla camminata e i militanti anarchici.
Durante il fronteggiamento tra i due schieramenti, anche due poliziotti del reparto mobile hanno subito lesioni. Le prognosi per questi agenti sono comprese tra gli 11 e i 40 giorni. Le indagini, condotte dalla Digos, proseguono con l'obiettivo di identificare ulteriori manifestanti coinvolti negli scontri e nelle violenze.
La camminata per la sicurezza e i momenti di alta tensione
La camminata organizzata dagli Angeli del centro storico si era conclusa nell'area adiacente alla stazione della metropolitana di via Fanti d'Italia. Tuttavia, nel tratto finale di via Gramsci e in via Alpini d'Italia, la tensione è rapidamente aumentata. Un gruppo di circa quaranta anarchici ha tentato di raggiungere i partecipanti all'iniziativa, generando una situazione critica.
Per contenere la situazione e separare i due gruppi, gli agenti della Digos e del reparto mobile si sono interposti. Durante questi momenti di forte tensione, sono stati registrati lanci di bottiglie e l'uso dei manganelli da parte delle forze dell'ordine per ristabilire l'ordine. Alla camminata hanno preso parte circa ottanta persone, tra cui spiccavano rappresentanti del centrodestra e una significativa presenza della comunità bengalese. Quest'ultima era mobilitata anche in risposta a un'aggressione subita alcune settimane prima da un giovane bengalese nel centro storico, evidenziando la crescente preoccupazione per la sicurezza nell'area.