Ad Ancona, il 4 settembre 2026, la Squadra Mobile ha eseguito una misura cautelare nei confronti di un uomo, per condotte moleste e minacciose verso una donna. Disposto dal gip, il provvedimento è scaturito da indagine avviata dopo denuncia della vittima. I comportamenti, da giugno 2026, avrebbero generato nella donna un grave stato di ansia e paura, e timore per la propria incolumità e quella della figlia.

La misura impone all’uomo il divieto di avvicinamento alla persona offesa, con una distanza non inferiore a 1.000 metri. Al momento della notifica, l’indagato ha rifiutato l’applicazione del dispositivo elettronico di controllo.

Il rifiuto ha comportato il divieto di dimora nell’intera provincia di Ancona, a tutela della vittima.

Le condotte persecutorie sul luogo di lavoro

Le indagini hanno evidenziato una persecuzione costante, anche sul luogo di lavoro della donna. L’uomo si sarebbe presentato spesso nell'esercizio commerciale della vittima, con atteggiamenti sempre più aggressivi e frasi intimidatorie e offensive. Avrebbe spesso dato in escandescenze, urlando e mostrando intenzioni violente verso terzi, pretendendo l'intervento della donna per sue questioni personali.

Le condotte hanno inciso sulla quotidianità della vittima, costringendola a modificare le abitudini. La donna avrebbe evitato incontri e richiesto la presenza di altri per sicurezza.

In un episodio nell'esercizio commerciale, l'uomo avrebbe insultato ripetutamente la donna e, mentre lei era agitata, avrebbe colpito con violenza una vetrina, causando la caduta di diversi oggetti.

Il quadro dell’indagine per maltrattamenti e stalking

L'indagine vede l'uomo gravemente indiziato per maltrattamenti e atti persecutori verso l'ex moglie. La ricostruzione ha delineato una persecuzione aggravatasi nel tempo, con pedinamenti, minacce, offese, intimidazioni e aggressioni. Gli elementi indicano che la donna avrebbe vissuto un perdurante stato di ansia e paura e, in alcuni periodi, una profonda angoscia per la propria incolumità.