Si è concluso il ciclo di incontri in carcere per Salim El Koudri, 31 anni, indagato per l'investimento di sette persone avvenuto a Modena il 16 maggio. Il 1° settembre 2026 si è tenuto il terzo e ultimo colloquio con i periti psichiatrici incaricati nell'ambito dell'incidente probatorio. L'episodio, che ha scosso la città, ha visto la morte di Monica Esposito, 55 anni, deceduta dopo due mesi di ospedale a seguito delle ferite riportate. L'indagine include anche il tentativo di accoltellare coloro che sono intervenuti per immobilizzare l'uomo.

La perizia psichiatrica è stata formalmente richiesta dalla Procura di Modena e affidata dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ai periti Matilde Forghieri e Giuseppe Sartori.

Il loro compito è di valutare la condizione psichica dell'indagato e, in particolare, la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti. Le conclusioni di questo importante accertamento tecnico saranno depositate nelle prossime settimane, fornendo elementi cruciali per il prosieguo del procedimento.

Il confronto al carcere Sant’Anna

L'ultimo incontro con Salim El Koudri si è svolto presso il carcere Sant’Anna di Modena. Una novità significativa di questo colloquio è stata la partecipazione, per la prima volta, del dottor Alberto Caputo. Il dottor Caputo è il consulente tecnico di parte nominato dalla legale che assiste il fratello della vittima, Monica Esposito. La sua presenza ha permesso di porre domande dirette a El Koudri e di approfondire il vasto materiale già acquisito nel contesto della valutazione psichiatrica in corso.

Tra le figure professionali attivamente coinvolte nel procedimento figurano anche l'avvocata Deborah De Cicco, che rappresenta il fratello della vittima, e l'avvocato Fausto Gianelli, difensore di Salim El Koudri. Questo confronto finale con i periti segue una serie di precedenti colloqui già avvenuti in carcere e precede la stesura definitiva dell'elaborato tecnico. Tale elaborato è atteso con grande interesse da tutte le parti processuali, poiché le sue risultanze indirizzeranno in modo significativo il corso dell'intero processo.

Le diverse posizioni legali

La difesa del fratello di Monica Esposito mantiene una posizione ferma, sostenendo che il gesto compiuto da Salim El Koudri sia stato intenzionale e programmato.

L'avvocata Deborah De Cicco ha rafforzato questa tesi, descrivendo l'episodio come una “azione spietata, ben congegnata ad opera di soggetto cosciente”. In linea con questa interpretazione, la legale ha formalmente richiesto che la Procura valuti la possibilità di contestare la premeditazione, un elemento che potrebbe aggravare notevolmente la posizione dell'indagato.

Oltre alla questione della premeditazione, la difesa del fratello della vittima ha sollecitato ulteriori approfondimenti investigativi. L'obiettivo è chiarire il movente alla base dell'azione e verificare l'eventuale presenza di elementi legati a emulazione terroristica o odio socio-politico. D'altro canto, l'avvocato Fausto Gianelli, difensore di Salim El Koudri, ha dichiarato di attenersi alle ipotesi formulate dalla Procura, la quale, al momento, non ha ancora contestato l'accusa di premeditazione.

Tutte le parti coinvolte nel procedimento attendono ora con attenzione il responso definitivo dei periti riguardo al presunto disagio psichiatrico dell'indagato, un fattore che si preannuncia determinante per l'evoluzione del caso.