La polizia ha eseguito un arresto a Bari, fermando un quindicenne con le gravi accuse di tentato omicidio pluriaggravato in concorso e resistenza a pubblico ufficiale. Il giovane è ritenuto uno dei principali responsabili della brutale aggressione avvenuta nella notte tra il 2 e il 3 luglio 2026, ai danni di un finanziere fuori servizio. L'episodio si è verificato in via Papa Benedetto XIII, nel rione Carrassi, dove il militare era intervenuto per sventare il tentato furto di un'automobile.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il militare, dopo essersi qualificato come appartenente alle forze dell'ordine, è stato improvvisamente circondato e assalito da un gruppo di circa quindici persone, tra cui diversi minorenni.
L'aggressione è stata particolarmente violenta: il finanziere sarebbe stato colpito ripetutamente con pugni, calci e oggetti contundenti, tra cui una pedana in legno e telai di porte. I colpi erano diretti verso aree vitali del corpo, come la testa, la nuca, il volto, il collo, l'addome e la schiena, indicando una chiara intenzione lesiva.
Il brutale pestaggio e le gravi accuse
Il pestaggio è proseguito con efferata violenza anche dopo che il finanziere era caduto a terra, continuando fino a quando non ha perso conoscenza. Le ferite riportate dal militare sono state giudicate guaribili in 52 giorni, evidenziando la gravità dell'accaduto. Per lo stesso episodio di violenza, le forze dell'ordine avevano già arrestato un uomo di 42 anni lo scorso 11 settembre, a conferma del coinvolgimento di più individui nell'aggressione.
La dinamica dei fatti ha avuto inizio in un cortile condominiale della zona. Il finanziere, in compagnia di un collega, aveva notato due ragazzi in atteggiamento sospetto: uno sembrava osservare i balconi degli appartamenti, mentre l'altro stava danneggiando lo specchietto di un'auto parcheggiata. Dopo aver richiamato i giovani e essersi identificato, il militare aveva tentato di fermare il quindicenne. Quest'ultimo, per liberarsi, lo avrebbe colpito con un pugno, dando il via alla sequenza di eventi che ha portato al grave ferimento.
La ricostruzione del coinvolgimento del gruppo nell'aggressione
A seguito del primo scontro, il ragazzo avrebbe immediatamente chiesto l'intervento del padre, che si trovava in una pizzeria nelle vicinanze.
La frase attribuita al quindicenne, "Ora verrà mio padre e ti farà vedere lui", prelude all'escalation della violenza. Il quarantaduenne, una volta raggiunto il luogo, avrebbe accusato il militare di aver aggredito il figlio e lo avrebbe colpito al volto, scatenando così il pestaggio di gruppo al quale avrebbero partecipato numerose altre persone.
L'aggressione, durata più di cinque minuti, ha lasciato il finanziere con gravi lesioni: un trauma cranico, numerosi ematomi, una ferita alla palpebra e la frattura della parete laterale dell'orbita. La gravità delle lesioni e la violenza della dinamica del pestaggio sono elementi centrali nella formulazione delle accuse di tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale nei confronti degli indagati, sottolineando la premeditazione e la ferocia dell'atto.