A Perugia, l'11 settembre 2026, si è tenuta un'importante udienza davanti alla Corte d'Assise nel processo che vede un giovane imputato per istigazione o aiuto al suicidio in relazione alla tragica morte di Andrea Prospero. La criminologa Roberta Bruzzone, consulente della famiglia dello studente, ha deposto in aula, fornendo una ricostruzione dettagliata degli eventi e del ruolo dell'accusato.

Secondo la dottoressa Bruzzone, l'imputato avrebbe avuto la possibilità di intervenire e fermare il gesto estremo di Prospero. La consulente ha sottolineato che un'indicazione contraria o un invito a chiedere aiuto nei momenti finali avrebbero potuto cambiare l'esito della vicenda.

Andrea Prospero, studente universitario di 19 anni originario di Lanciano, fu trovato senza vita il 29 gennaio 2025 in un appartamento nel centro storico di Perugia, città dove si era trasferito per gli studi. Il processo ha messo in luce il ruolo cruciale delle comunicazioni digitali tra Prospero e l'imputato, con il giovane che inviò all'accusato video degli ultimi istanti della sua vita e rimase in contatto tramite chat fino al tragico epilogo.

La ricostruzione della criminologa in aula

Nel corso della sua deposizione, la criminologa Bruzzone ha attribuito al ruolo dell'imputato un peso "determinante" nella fase conclusiva della vicenda. Ha evidenziato come l'accusato avesse compreso fin dall'inizio l'idealizzazione nutrita da Prospero nei suoi confronti, riconoscendo di essere per il giovane un vero e proprio "punto di riferimento".

Il quadro delineato in aula ha anche toccato la dimensione relazionale di Andrea Prospero, descritta come prevalentemente digitale, caratterizzata da contatti online più che da rapporti diretti e in presenza. Questo aspetto, secondo la consulente, avrebbe amplificato la centralità della figura dell'imputato nella vita del giovane.

La criminologa ha inoltre collegato le conversazioni intercorse tra i due, dall'estate del 2024, a temi delicati come la morte e le indicazioni su sostanze psicotrope. Nella sua ricostruzione, l'imputato non si sarebbe limitato a frasi generiche, ma avrebbe fornito quelle che sono state definite "indicazioni considerate istruzioni". Le interlocuzioni, ha riferito Bruzzone, sarebbero proseguite anche dopo l'invio del video da parte di Prospero, e nella fase finale, Andrea avrebbe cercato un maggiore incoraggiamento dall'accusato.

La strategia difensiva nel processo

Nel procedimento che si svolge davanti alla Corte d'Assise di Perugia, l'imputato è stato identificato come Emiliano Volpe, un giovane proveniente da Roma. La sua difesa, curata dall'avvocato Alessandro Ricci del Foro di Roma, ha già depositato una lista testimoniale articolata.

Questa strategia difensiva si concentra su diversi profili specialistici: aspetti medico-legali, psichiatrici, tossicologici e informatici. L'obiettivo è analizzare a fondo ogni dettaglio della vicenda, dalla condizione psicologica dei soggetti coinvolti all'analisi dei dispositivi elettronici, per fornire un quadro completo alla Corte.