A Torino, l'attenzione si concentra sulla prossima fissazione dell'udienza di convalida per le tre persone fermate nell'ambito delle indagini sul macabro ritrovamento di un cadavere fatto a pezzi. Il corpo è stato scoperto all'interno di un alloggio situato nella periferia nord della città. La vittima è stata identificata come Fabio Colapietro, un uomo di 39 anni originario di Chivasso.

Il procedimento giudiziario vede coinvolto Christian Matheus De Oliveira Morando, un giovane di 26 anni, anch'egli di Chivasso, il quale è gravemente indiziato di omicidio e soppressione di cadavere.

Altre due donne sono state sottoposte a fermo con l'accusa di favoreggiamento nei suoi confronti e di concorso nella soppressione del cadavere.

Tra le due donne fermate figura una docente di 47 anni, originaria di Rieti, che risulta essere l'affittuaria dell'abitazione in cui sono stati rinvenuti i resti umani. La procura ha già annunciato l'intenzione di presentare la richiesta di convalida dei fermi nelle ore successive alla sera del 25 settembre 2026. Il giudice per le indagini preliminari (GIP) del tribunale di Torino avrà il compito di fissare l'udienza entro le successive 48 ore dalla ricezione della richiesta.

Il macabro ritrovamento nell’alloggio

Il ritrovamento dei resti del cadavere è avvenuto in circostanze inquietanti: alcune parti sono state rinvenute all'interno di sacchi neri, mentre altre erano state occultate in secchi e ricoperte con cemento a presa rapida.

La scoperta è avvenuta nella notte tra giovedì e venerdì, a seguito di un allarme cruciale. La madre di De Oliveira Morando, infatti, aveva contattato il numero di emergenza 112, riferendo che il figlio aveva compiuto un atto violento nei confronti di una persona.

Le indagini e gli accertamenti condotti dagli investigatori hanno rapidamente condotto le forze dell'ordine nell'alloggio della periferia nord di Torino, dove è stato fatto il macabro ritrovamento. Nelle prime ricostruzioni degli eventi, il ventiseienne avrebbe fornito una versione dei fatti che parlava di una colluttazione, collegandola a un presunto tentativo di rapina o furto. Le contestazioni formulate nel fermo delineano chiaramente le diverse posizioni: l'uomo è indagato per omicidio e soppressione di cadavere, mentre le due donne sono state fermate per favoreggiamento e concorso nella soppressione del cadavere.

La procedura di convalida dei fermi

La fase successiva e cruciale del procedimento riguarda il controllo giudiziario sul fermo. La normativa vigente stabilisce che, entro quarantotto ore dall'arresto o dal fermo di una persona, il pubblico ministero è tenuto a chiedere la convalida al giudice per le indagini preliminari competente, a meno che non disponga l'immediata liberazione dell'individuo fermato. A sua volta, il giudice fissa l'udienza di convalida nel più breve tempo possibile, e comunque entro le quarantotto ore successive alla richiesta, provvedendo a notificare l'avviso sia al pubblico ministero sia al difensore dell'indagato.

Nel caso specifico di Torino, il passaggio procedurale atteso riguarda quindi la valutazione dei tre fermi eseguiti, per accertarne la legittimità e la fondatezza, in vista delle successive determinazioni giudiziarie.