Il questore di Ancona, Cesare Capocasa, si appresta a concludere il suo incarico per la pensione a fine settembre 2026. Il 22 settembre 2026, ha presentato il bilancio dei suoi cinque anni alla guida della Questura, affermando: “Lascio una città e una provincia sicure”. Tra i risultati principali del suo mandato, Capocasa ha evidenziato il contrasto efficace alla malamovida e agli episodi di violenza giovanile nel centro, l'intensificazione dei controlli nelle aree critiche di Ancona e la gestione del G7 Salute alla Mole Vanvitelliana.
Questa valutazione si basa su dati e statistiche che, nel suo resoconto, non mostrano particolari criticità.
Il questore ha però sottolineato la necessità di continuare a lavorare sulla percezione di sicurezza. Ha inoltre menzionato il suo successore, descritto come una figura di elevata statura professionale e umana. Capocasa ha condiviso il bilancio con agenti e squadra della sicurezza, rimarcando l'importanza della collaborazione con Prefettura e altre forze dell’ordine.
Contrasto a violenza giovanile e malamovida
Nel quinquennio, il bilancio include la prima ondata di violenza giovanile nel centro di Ancona, conclusa nel giugno 2022. Per sette mesi, sono stati svolti monitoraggi continuativi il sabato pomeriggio, con impiego di unità cinofile e uffici specializzati. I risultati: 41 denunciati, 131 misure di prevenzione (tra cui 31 daspo urbani Dacur) e 13mila persone identificate.
Capocasa ha distinto questi fenomeni da baby gang o maranza, ricondotti a condotte violente contrastate con presenza della polizia e strumenti di prevenzione.
Per la malamovida (2021-2023), il bilancio registra 32 misure di prevenzione, 18 Dacur e 18 stop ad attività per somministrazione di alcolici a minori. Una seconda ondata di episodi violenti tra giovani nel centro (fine 2025-aprile 2026) ha portato a 25 indagati, 25 Dacur, otto fogli di via, un avviso orale e ulteriori tre Dacur.
Controlli nelle aree critiche
Un capitolo del resoconto riguarda