Un’ampia operazione di controllo condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia ha interessato numerosi comuni del Vibonese, tra cui Pizzo, Vibo Valentia, Briatico, Parghelia, Tropea, Ricadi, Joppolo e Nicotera. Il bilancio di questa attività, comunicato a Vibo Valentia l’11 settembre 2026, è significativo: 17 denunce e sanzioni amministrative per un importo complessivo che supera i 70 mila euro. L’intervento, focalizzato su concessioni demaniali e attività imprenditoriali collegate, ha visto la partecipazione anche del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, dei Carabinieri dei Nas e dei Carabinieri Forestali, garantendo un’azione congiunta e multidisciplinare.

Le ispezioni hanno riguardato in modo approfondito stabilimenti balneari, strutture turistiche e attività connesse alla ristorazione. Gli accertamenti si sono concentrati su diverse aree critiche: la regolarità del demanio marittimo, il rispetto dei requisiti previsti dal Codice antimafia, le condizioni di lavoro, la sicurezza alimentare, la corretta gestione dei rifiuti, la conformità degli scarichi e la legittimità delle opere realizzate su aree demaniali. In particolare, sono stati riscontrati sette casi in cui le concessioni erano intestate a persone o società prive dei requisiti richiesti dal Codice antimafia, spesso a causa di condanne legate alla criminalità organizzata o di provvedimenti interdittivi.

Ulteriori otto situazioni hanno evidenziato elementi di possibile pericolo di infiltrazione mafiosa, sottolineando la complessità del contesto.

Irregolarità nelle concessioni e azioni legali avviate

Le gravi situazioni relative ai requisiti antimafia sono state prontamente segnalate alla Prefettura per le opportune valutazioni. Nei sei casi specifici di false attestazioni sui requisiti, sono state avviate anche le comunicazioni alla Procura della Repubblica, indicando la rilevanza penale delle condotte. Le verifiche sulle concessioni hanno rivelato ulteriori irregolarità: ben 21 stabilimenti operavano in assenza del contratto di concessione, mentre in tre casi le attività erano operative con concessioni intestate ad altri soggetti, senza la necessaria autorizzazione al subingresso.

Per tutte queste posizioni irregolari, sono state avviate le procedure previste dal Codice della navigazione, volte a ripristinare la legalità e la corretta gestione del demanio.

Gli accertamenti hanno portato alla luce anche la realizzazione di opere edilizie abusive su aree demaniali e diverse criticità ambientali, prevalentemente collegate alla non conformità degli impianti fognari. Complessivamente, i 17 deferimenti riguardano principalmente violazioni legate all’occupazione abusiva di aree demaniali, alla realizzazione di opere abusive e a irregolarità di natura igienico-sanitaria e ambientale. Le contestazioni amministrative, che hanno generato sanzioni superiori a 70 mila euro (con importi ancora in fase di quantificazione), hanno interessato ambiti quali il lavoro, la sicurezza, la gestione degli alimenti, lo smaltimento dei rifiuti, gli scarichi e l’utilizzo non autorizzato delle aree demaniali, evidenziando un quadro di diffusa illegalità.

Lavoro irregolare e sequestri alimentari

Sul fronte del lavoro, sono stati individuati 31 ir