Un allarmante scenario di sovraffollamento carcerario emerge a Bologna. L’Osservatorio carcere della Camera penale ha presentato una proiezione: se la crescita attuale persisterà, entro novembre 2027 il carcere cittadino potrebbe raggiungere un tasso del 186%. Questo dato eguaglia i livelli del 2012, periodo che precedette la sanzione all'Italia dalla Corte europea dei diritti umani per il trattamento inumano e degradante, aggravato dalla carenza di spazio.

La previsione per l'istituto penitenziario bolognese considera la riapertura di due sezioni chiuse per lavori.

Sebbene crei nuovi posti, l'Osservatorio prevede non basterà a contenere l'aumento dei detenuti. L’avvocato Luca Sebastiani, responsabile dell’Osservatorio carcere dei penalisti bolognesi, ha collegato l'incremento dei detenuti alle recenti politiche penali. Sebastiani ha dichiarato: “Speriamo che questa proiezione non si avveri, ma potrebbe anche essere peggiore. Le politiche del Governo stanno producendo più detenuti, ma l'unico tasso invariato è la recidiva, ferma al 70%: oltre due su tre, una volta in libertà, commette nuovamente reati”.

I dati allarmanti del report

Il report dell’Osservatorio ha evidenziato ulteriori criticità. Si registra la presenza di 85 donne detenute, a fronte di una capienza di circa 60 posti, un significativo squilibrio.

Il quadro è aggravato dall’aumento dei tentati suicidi, che hanno raggiunto quota 70 nel 2025. Preoccupante è anche la crescita esponenziale delle persone tossicodipendenti, la cui percentuale è balzata dal 23% nel 2021 all'attuale 52%.

Nicola Mazzacuva, presidente della Camera penale di Bologna, ha richiamato il profilo costituzionale della pena, mettendolo in relazione con le condizioni materiali del sovraffollamento. “Tassi così elevati di sovraffollamento carcerario – ha affermato Mazzacuva – sono in netto contrasto con il principio di umanità e con la funzione necessariamente e costituzionalmente rieducativa della pena, che in queste circostanze rischia di trasformarsi in una pena corporale”.

L'episodio alla Dozza

Il contesto di tensione all'interno del carcere della Dozza di Bologna è stato tragicamente evidenziato il 17 agosto 2026, quando un detenuto ha appiccato un incendio in una sezione del reparto infermeria. Gli agenti di polizia penitenziaria sono intervenuti prontamente, riuscendo a spegnere il rogo con secchi d’acqua perché gli idranti.