Natalia Potenza, ex compagna di Valter Lavitola, si è presentata il 12 settembre 2026 presso la Procura di Roma per essere ascoltata in qualità di persona informata sui fatti. La sua audizione si inserisce nell'ambito dell'indagine sull'attentato che ha colpito il giornalista Sigfrido Ranucci. Potenza, che gestisce il bistrot Cefalù, era giunta negli uffici giudiziari pochi minuti prima delle 10:41, dopo aver richiesto nei giorni precedenti di poter fornire la propria testimonianza nell'inchiesta.

L'audizione e i legami con l'inchiesta

L'ascolto di Natalia Potenza rappresenta un passaggio chiave nel procedimento relativo all'attentato contro Ranucci.

Le domande degli inquirenti si concentrano su elementi direttamente collegati a Valter Lavitola, ex compagno della testimone. Durante l'audizione, si intende approfondire il rapporto tra Lavitola e il giornalista Ranucci, oltre a chiarire aspetti legati agli affari dell'ex compagno. La posizione di Potenza assume particolare rilievo sia per il suo legame personale con Lavitola sia per la sua gestione del bistrot Cefalù, un'attività che è già stata oggetto di specifici accertamenti nell'ambito dell'inchiesta romana.

Accertamenti patrimoniali sul Bistrò Cefalù

Nel contesto delle indagini, la Procura di Roma ha disposto una serie di accertamenti patrimoniali sul ristorante Bistrò Cefalù. Questo locale, attivo da circa dieci anni nel quartiere di Monteverde, è stato indicato come riconducibile a Valter Lavitola.

Lavitola è attualmente detenuto presso il carcere di Rebibbia e deve rispondere dell'accusa di essere il mandante dell'attentato che ha preso di mira Sigfrido Ranucci, noto conduttore del programma televisivo Report. Gli investigatori hanno esteso le loro verifiche anche alla gestione dell'attività commerciale e alla posizione della compagna dell'ex direttore dell'Avanti!, con un'attenzione particolare alle disponibilità economiche e ai flussi finanziari ad essa collegati.

Ipotesi di reato e analisi forensi

Le ipotesi di reato al vaglio degli inquirenti includono il riciclaggio e l'intestazione fittizia di beni. Le indagini mirano a ricostruire con precisione la disponibilità dei beni e tutti i movimenti di denaro che potrebbero essere collegati all'attività del bistrot e, più in generale, agli affari di Lavitola.

Il Tribunale del Riesame di Roma ha recentemente confermato la custodia cautelare in carcere per Lavitola, ribadendo la sua presunta responsabilità come mandante e organizzatore dell'attentato dinamitardo contro l'abitazione di Ranucci, e ha altresì confermato l'aggravante del metodo mafioso. Parallelamente, prosegue l'esame approfondito dei telefoni e dei dispositivi informatici che sono stati sequestrati a tutti gli indagati. I consulenti informatico-forensi, incaricati dalla Procura, stanno completando l'analisi del vasto materiale digitale acquisito da smartphone e computer, fondamentale per la ricostruzione dei fatti.