Un laboratorio clandestino per la produzione di armi con stampante 3D è stato scoperto a San Giovanni La Punta, nel Catanese, dalla Squadra mobile di Catania. L’operazione, resa nota il 18 settembre 2026, ha portato all’arresto di un 27enne che gestiva il locale, ricavato in un garage. Gli investigatori hanno collegato l’attività alla produzione di Ghost guns, armi realizzate con stampanti 3D e polimeri speciali, molto ricercate nel mercato illegale e sul web.
All’interno del garage, la polizia ha rinvenuto una stampante 3D professionale, sette flaconi di liquidi e resine polimeriche, oltre a una chiavetta USB collegata alla stampante.
Quest’ultima conteneva file di progetti tridimensionali per armi. Le analisi tecniche hanno confermato che tali armi fantasma, se assemblate con i corretti elementi meccanici, sono pienamente funzionanti.
Il materiale sequestrato nel garage
Durante la perquisizione, è stata sequestrata anche una pistola lanciarazzi front-firing, calibro 22, completa di caricatore a slitta a sei fori, un bicchierino cilindrico per razzi di segnalazione e 42 cartucce a salve. Tutto il materiale rinvenuto – stampante, liquidi, resine polimeriche e la chiavetta USB con i progetti tridimensionali – è stato posto sotto sequestro.
L’indagine sul 27enne ha rivelato che la sua attività illecita non si limitava alla produzione di parti di armi.
Nella sua abitazione, gli agenti hanno scoperto diverse sostanze stupefacenti, molte di natura sintetica: 163 grammi di ketamina, quasi 100 grammi di hashish, 0,4 grammi di Mdma in cristalli, 0,3 grammi di jungle spice – un raro stupefacente sintetico in cristalli ambrati – e 3,5 grammi di marijuana.
Sono stati inoltre sequestrati 5.630 euro in banconote di vario taglio, considerati provento dell’attività illecita, data l’assenza di un’occupazione lavorativa per l’uomo. Il 27enne è stato arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di arma da sparo. Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha convalidato l’arresto, disponendo la custodia cautelare in carcere per l’indagato.