Il questore della provincia di Chieti, Leonida Marseglia, ha emesso due provvedimenti di divieto di accesso alle aree urbane, noti come Daspo Willy. Le misure riguardano due giovani coinvolti in un'aggressione avvenuta lo scorso luglio nei pressi di un locale nel centro di Chieti. L'episodio ha visto i ragazzi aggredire un coetaneo. La notizia è stata diffusa a Chieti il 15 settembre 2026. I divieti impediscono ai due di frequentare esercizi pubblici e locali di pubblico intrattenimento situati nel centro del territorio comunale.

I divieti e l'iter investigativo

I Daspo Willy hanno durate diverse: uno dei destinatari è soggetto al divieto per due anni, l'altro per un anno. I provvedimenti si estendono a tutti gli esercizi pubblici e ai locali di pubblico intrattenimento nell'area centrale del Comune di Chieti. L'adozione di queste misure segue l'aggressione di luglio, per la quale sono intervenuti i Carabinieri. Le indagini svolte dai militari hanno permesso di individuare i due responsabili. Successivamente, la Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Chieti ha avviato l'iter per l'emanazione dei provvedimenti, culminato con la firma del questore.

Fattori aggravanti e obbligo di firma

La Questura ha valutato la gravità dei fatti e il coinvolgimento, come complice, di un minorenne.

Inoltre, uno dei ragazzi era già stato destinatario di un provvedimento analogo. Per quest'ultimo, il questore ha disposto l'ulteriore prescrizione dell'obbligo di firma in Questura, misura convalidata dal Tribunale di Chieti.

Il divieto di accesso alle aree urbane è conosciuto anche con la sigla D.A.C.Ur.. A Chieti, la misura è stata applicata a seguito dell'aggressione legata a un locale del centro cittadino e mira a limitare la frequentazione di esercizi pubblici e luoghi di intrattenimento nella zona interessata.