Il questore di Trieste, Lilia Fredella, ha confermato il 23 settembre 2026 il recapito di un proiettile all'interno di una busta chiusa presso la sede della Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia. La conferma è giunta in risposta alle domande dei giornalisti sul plico recapitato il giorno precedente agli uffici regionali della magistratura contabile, situati a Trieste. Fredella ha precisato che le indagini si trovano attualmente in una fase di accertamenti scientifici e che, a oggi, non è stata individuata alcuna pista investigativa privilegiata.
La posizione del questore
Il questore ha spiegato di non poter fornire molti dettagli sull'attività investigativa in questa fase preliminare. Ha ribadito con fermezza la natura dell'oggetto contenuto nella busta e le modalità essenziali del recapito. «Sicuramente posso confermare che era un proiettile» e «Per ora non c'è una pista privilegiata», ha dichiarato. Gli accertamenti scientifici sono tuttora in fase di svolgimento e, una volta conclusa questa fase cruciale, le indagini potranno estendersi ad altre potenziali direzioni.
Le affermazioni di Lilia Fredella delineano un quadro investigativo ancora in fase embrionale. Gli unici elementi finora ufficialmente confermati riguardano il ritrovamento di un proiettile, la sua spedizione in una busta chiusa e il recapito presso la sede della Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia.
Non sono emersi dettagli circa eventuali destinatari specifici all'interno dell'ente, né sono stati forniti elementi che possano ricondurre il gesto a una matrice o motivazione definita. La cautela espressa dal questore conferma che, allo stato attuale degli accertamenti, non vi è alcuna pista investigativa che prevalga su altre.
Il plico recapitato a Trieste
Il proiettile è stato inviato attraverso il servizio postale ordinario, giungendo alla sede della Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia, ubicata in viale Miramare a Trieste. La busta, di natura anonima, era priva di qualsiasi indicazione relativa al mittente ed era indirizzata in modo generico all'ente, senza specificare un destinatario interno agli uffici.
A seguito del ritrovamento, sono state prontamente attivate tutte le procedure di sicurezza previste, e la Polizia di Stato ha immediatamente avviato le indagini con l'obiettivo di ricostruire l'esatta provenienza del plico e identificare i responsabili dell'invio.
La sede specificamente interessata dal recapito è quella regionale della Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia. È importante sottolineare che il plico era indirizzato agli uffici dell'ente nel suo complesso e non a una persona fisica indicata nominalmente sulla busta. Questo dettaglio, insieme all'assenza di un mittente, costituisce uno degli elementi materiali chiave su cui si concentrano le indagini in corso.