Il pubblico ministero Giorgio Nicola ha chiesto, il 7 settembre 2026, la condanna per i cinque imputati nel processo sul crollo della gru in via Genova a Torino. L'incidente, avvenuto il 18 dicembre 2021, causò la morte di tre lavoratori: Filippo Falotico, Roberto Peretto e Marco Pozzetti. Le richieste riguardano Enrico Calabrese, Federico Fiammengo, Roberta Iandolino, Stefano Sprocatti e Mirzad Svraka, accusati a vario titolo di omicidio colposo e cooperazione in disastro colposo.

Le richieste di pena e le motivazioni dell'accusa

Per Roberta Iandolino, Stefano Sprocatti ed Enrico Calabrese, il pm ha sollecitato tre anni.

Per Mirzad Svraka, la richiesta è di due anni e sei mesi, mentre per Federico Fiammengo è di due anni. L'accusa si è concentrata sulla fase pre-crollo, evidenziando carenze nelle verifiche su cantiere e mezzi impiegati. Il pm ha escluso la fatalità, sostenendo che l'evento "non è stato imprevisto, imprevedibile o frutto di una fatalità", ma "frutto di errori prevedibili, percepibili e prevenibili". Al centro della requisitoria: la mancata valutazione preventiva dei rischi, l'idoneità dell'autogrù usata per il montaggio della gru a torre e i vincoli dell'area di cantiere.

Il contesto del crollo e le vittime

L'incidente si è verificato nel cantiere di via Genova 122 a Torino. Le vittime furono Filippo Falotico (vent'anni), Roberto Peretto (cinquantadue anni) e Marco Pozzetti (cinquantaquattro anni).

Gli atti amministrativi confermano il crollo di una gru con la morte dei tre operai, ribadendo data (18 dicembre 2021), luogo e persone coinvolte.

La requisitoria ha richiamato l'attenzione sull'autogrù impiegata, ritenuta dall'accusa priva delle caratteristiche necessarie. Il pm ha indicato le condizioni dell'area di cantiere tra gli aspetti cruciali per le responsabilità. La contestazione riguarda condotte omissive attribuite agli imputati in cooperazione colposa.