Palermo ha commemorato il 3 settembre 2026 il 44esimo anniversario dell’eccidio mafioso di Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente di scorta Domenico Russo. L’attentato, perpetrato da Cosa nostra il 3 settembre 1982, avvenne in via Isidoro Carini, luogo della cerimonia di omaggio e della deposizione di una corona d’alloro.
Alla commemorazione ha preso parte il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Numerose autorità civili, militari e giudiziarie hanno presenziato, tra cui il presidente della Regione Renato Schifani, il prefetto Massimo Mariani, il sindaco Roberto Lagalla, il procuratore Maurizio de Lucia, la deputata nazionale Carolina Varchi, i vertici delle forze dell’ordine, e personalità come Chiara Colosimo, Antonello Cracolici, Giampiero Cannella, Antonio Balsamo, Lia Sava e Piergiorgio Morosini.
L'eccidio di via Carini e le vittime
La sera del 3 settembre 1982, in via Isidoro Carini, un commando di fuoco colpì Carlo Alberto Dalla Chiesa, prefetto di Palermo e noto come il prefetto dei cento giorni. Con lui morirono Emanuela Setti Carraro, 32 anni, infermiera della Croce Rossa e alla guida di una A112, e Domenico Russo, 32enne, agente della sua scorta. Nel luogo dell’eccidio, attorno alla targa commemorativa, sono state deposte corone di fiori.
Il generale Dalla Chiesa fu inviato a Palermo per combattere la mafia, dopo i successi antiterrorismo. Nato a Saluzzo (Cuneo) il 27 settembre 1920, Dalla Chiesa tornò a Palermo con procedura d’urgenza, avendo già affrontato malavita del Nord, mafia e Brigate rosse.
La sua esperienza e i cento giorni a Palermo prima dell’omicidio simboleggiano la sua dedizione.
L'uccisione di Carlo Alberto Dalla Chiesa è ricordata per il contesto di isolamento istituzionale in cui maturò. In un'intervista a Giorgio Bocca, il generale pronunciò il monito: «Un uomo viene colpito quando viene lasciato solo», sottolineando la solitudine di chi si batte contro poteri criminali radicati.