A Milano, in data 18 settembre 2026, la difesa di Andrea Sempio ha evidenziato come l'archiviazione dell'inchiesta per corruzione a carico dell'ex procuratore di Pavia, Mario Venditti, costituisca un elemento significativo e favorevole alla propria posizione. Andrea Sempio, 38 anni, si trova attualmente indagato nell'ambito della nuova inchiesta relativa al delitto di Garlasco. I suoi legali, gli avvocati Cataliotti e Taccia, hanno esplicitamente dichiarato che tale provvedimento giudiziario "segna un punto a favore della difesa di Andrea Sempio", sottolineando l'importanza di questa decisione nel contesto delle indagini in corso.
La strategia difensiva si focalizza in modo particolare sul ruolo svolto da Venditti durante le fasi cruciali degli atti d'indagine. Gli avvocati di Sempio hanno fermamente sostenuto che l'ex procuratore non solo seguì direttamente le complesse attività istruttorie, ma che "condusse in prima persona ogni singolo atto di indagine". Questa ricostruzione include, tra gli altri, le audizioni delle persone informate sui fatti e l'interrogatorio del professor De Stefano, figura di spicco indicata come perito nel celebre processo Stasi. La difesa mira a dimostrare la centralità e l'integrità dell'operato di Venditti in quel periodo.
Il peso degli atti firmati dall'ex procuratore
Gli avvocati Cataliotti e Taccia hanno stabilito un collegamento diretto tra l'archiviazione e la paternità degli atti relativi all'inchiesta.
Hanno chiarito che, ad eccezione delle trascrizioni delle intercettazioni telefoniche, la quasi totalità degli atti investigativi reca la firma autografa di Venditti, attestando così la sua attività diretta e personale. Su queste solide basi, la difesa di Andrea Sempio argomenta con forza che l'archiviazione, precedentemente disposta e legata alla posizione di Sempio nella fase d'indagine antecedente, non possa in alcun modo essere considerata non genuina o viziata, ma debba essere riconosciuta come il frutto di un'istruttoria condotta con rigore.
Il fulcro dell'argomentazione presentata dai legali risiede nel cruciale rapporto tra l'archiviazione dell'inchiesta per corruzione e la conseguente valutazione dell'intera attività investigativa condotta dall'ex procuratore di Pavia.
È importante sottolineare che questo argomento difensivo, sebbene significativo, non altera la condizione attuale di Andrea Sempio, che rimane indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Tuttavia, viene proposto dai suoi avvocati come un elemento fondamentale da integrare nella più ampia e complessa ricostruzione degli atti investigativi già eseguiti, offrendo una prospettiva che, a loro avviso, rafforza la posizione del loro assistito.
I dettagli dell'archiviazione dell'ex procuratore
L'archiviazione in questione si riferisce specificamente all'indagine in cui Mario Venditti era stato accusato di aver ricevuto tangenti o altre utilità per favorire il proscioglimento di Andrea Sempio nel 2017, nell'ambito dell'inchiesta bis sul tragico delitto di Chiara Poggi.
La richiesta di archiviazione era stata avanzata dai pubblici ministeri bresciani Donato Greco e Alessio Bernardi. Nel provvedimento emesso, il giudice per le indagini preliminari (GIP) Mauroernesto Macca ha categoricamente escluso la presenza di tracce concrete di un accordo corruttivo direttamente riconducibile a Venditti, così come l'esistenza di pagamenti o di promesse di utilità riferibili alla sua posizione, confermando l'assenza di elementi a sostegno dell'accusa di corruzione.
Nel medesimo contesto dell'indagine, il provvedimento di archiviazione ha inoltre evidenziato l'assenza di elementi che potessero comprovare contatti o accordi illeciti, rafforzando ulteriormente la decisione del giudice.