Il questore di Venezia ha recentemente emesso un ammonimento per stalking nei confronti di un uomo già noto alle forze dell'ordine per la sua condotta recidiva. Questa importante misura è scattata in seguito alla denuncia formale presentata da una donna presso il commissariato di Polizia di Marghera, nel Veneziano. Successivamente, l'autorità giudiziaria ha ulteriormente aggravato il provvedimento, disponendo per l'uomo anche l'applicazione del braccialetto elettronico.

L'episodio, reso noto il 15 settembre 2026, evidenzia una serie di condotte persecutorie.

La donna ha dettagliato alle autorità una situazione di grave disagio, caratterizzata da telefonate insistenti, l'invio di centinaia di messaggi, ripetuti tentativi di avvicinamento fisico e pedinamenti costanti nei pressi della sua abitazione. Questa escalation di molestie ha generato nella vittima un profondo stato di ansia e paura, spingendola a cercare aiuto e protezione presso le forze dell'ordine.

Le misure cautelari dopo la segnalazione a Marghera

Il soggetto coinvolto in questa vicenda è un individuo con un precedente storico di episodi simili, avendo già perpetrato atti della stessa natura nei confronti di altre donne. Sulla base degli elementi probatori raccolti dagli investigatori e accogliendo l'istanza presentata dall'ultima vittima, il questore ha ritenuto opportuno disporre l'ammonimento.

Questa misura preventiva ha lo scopo di intimare al destinatario di cessare immediatamente le condotte moleste e persecutorie, fungendo da avvertimento formale prima di eventuali ulteriori azioni legali.

A seguito dell'ammonimento, la situazione è ulteriormente evoluta con l'aggravamento delle misure cautelari. L'autorità giudiziaria ha infatti imposto all'uomo il divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi da essa frequentati. Per garantire l'effettiva osservanza di tale prescrizione, è stato disposto l'utilizzo del braccialetto elettronico, un dispositivo di controllo che permette di monitorare costantemente la posizione del soggetto. Il provvedimento mira a tutelare la vittima in ogni aspetto della sua vita quotidiana, coprendo sia il contatto diretto con la donna sia la frequentazione di tutti i luoghi che essa abitualmente frequenta, come la casa, il posto di lavoro o altri spazi pubblici.

Il contesto normativo dell'ammonimento per stalking

La base legale per l'emissione dell'ammonimento per atti persecutori è sancita dall'articolo 8 del decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11, successivamente convertito nella legge 23 aprile 2009, n. 38. Questa normativa è specificamente concepita per affrontare i reati di stalking, come definiti dagli articoli 612-bis e 612-ter del codice penale. Essa conferisce alla persona offesa la facoltà di denunciare i fatti all'autorità di pubblica sicurezza e di richiedere direttamente al questore l'emissione di un ammonimento nei confronti dell'autore delle condotte persecutorie.

Il quadro normativo prevede un iter ben definito: il questore, dopo aver acquisito tutte le informazioni necessarie dagli organi investigativi e aver ascoltato le persone informate sui fatti, valuta la fondatezza dell'istanza.

Se la richiesta viene ritenuta valida, il questore procede con l'ammonimento orale del soggetto responsabile, invitandolo formalmente a cessare ogni comportamento molesto e a tenere una condotta conforme alla legge, pena l'applicazione di misure più severe in caso di recidiva.