Dodici cavalli arabi sono stati tratti in salvo in un allevamento situato a Bubbio, in provincia di Asti, a seguito di un’operazione congiunta condotta dai Carabinieri Forestali e dal servizio veterinario dell’ASL. Gli animali, dieci giumente e due stalloni, versavano in condizioni di grave denutrizione, presentando una marcata magrezza e una palese mancanza delle cure essenziali. La notizia è stata diffusa a Torino il 4 settembre 2026, culminando una serie di controlli avviati nell’Astigiano in risposta a diverse segnalazioni pervenute da cittadini e associazioni.

La prima ispezione risale al 20 luglio 2026. Già in quella fase erano emerse significative criticità riguardo al benessere della mandria e al titolare dell’allevamento erano state impartite precise prescrizioni volte a ripristinare condizioni di vita adeguate per gli animali. Tuttavia, un successivo controllo, effettuato il 14 agosto 2026, ha rivelato un ulteriore e preoccupante peggioramento. I Carabinieri del Nipaaf di Asti, il Nucleo Forestale di Bubbio e i medici veterinari dell’ASL hanno constatato che i cavalli mostravano un Body Condition Score compreso tra 0 e 1 su una scala di 5, dove 0 indica un livello di sottopeso estremamente grave.

Il sequestro d’urgenza e il monitoraggio

Le precarie condizioni fisiche dei cavalli hanno reso imprudente e rischioso un trasferimento immediato.

Per tale ragione, è stato disposto un sequestro penale d’urgenza. Il proprietario è stato nominato temporaneamente custode degli animali, ma sotto rigide condizioni e un costante monitoraggio sanitario da parte dell’ASL. L’obiettivo primario di questo provvedimento era assicurare un’alimentazione corretta e una gestione controllata degli equini nella fase antecedente al loro spostamento definitivo.

Le verifiche hanno interessato anche l’ambiente in cui gli animali erano costretti a vivere. I cavalli sono stati trovati sporchi e lasciati in mezzo ai rifiuti, oltre che privi delle necessarie attenzioni e cure. Il quadro complessivo emerso dai controlli ha confermato l’assoluta necessità di individuare una sistemazione idonea prima di procedere con il trasferimento definitivo, anche in considerazione della fragilità fisica degli animali che non permetteva una movimentazione senza il preventivo nulla osta sanitario.

Il trasferimento nel Varesotto

Il 28 agosto 2026, dopo aver ottenuto la disponibilità di associazioni riconosciute dal Ministero della Salute ad accogliere i cavalli e dopo il rilascio del nulla osta sanitario, la Procura di Alessandria ha autorizzato il trasferimento definitivo dei dodici animali. Questi sono stati condotti presso un’associazione no-profit situata nella provincia di Varese, dove potranno finalmente ricevere le cure e l’assistenza di cui hanno urgente bisogno.