A Dro, in Trentino, il 3 settembre 2026 ha preso il via una contromanifestazione, promossa da sindacati e numerose associazioni, per contestare il raduno naziskin denominato “Ritorno a Camelot”. L'evento di protesta si svolge in concomitanza con il meeting organizzato dal Veneto Fronte Skinheads, in programma a Pietramurata di Dro, presso l’hotel Ciclamino, dal 3 al 6 settembre 2026.

La sindaca di Dro, Ginetta Santoni, ha chiaramente espresso la posizione dell’amministrazione comunale, ribadendo con fermezza la propria contrarietà a ogni forma di estremismo.

La Santoni ha inoltre sottolineato la piena adesione del Comune ai principi fondamentali della Costituzione italiana, richiamando l'importanza del costante monitoraggio della situazione da parte delle forze dell’ordine e delle istituzioni competenti, al fine di rassicurare la popolazione.

Gli interventi istituzionali a sostegno della democrazia

Tra gli intervenuti alla contromanifestazione figura anche Claudio Soini, presidente del Consiglio provinciale di Trento. Nel suo discorso, Soini ha richiamato i valori dell’autonomia, della democrazia e del contrasto a ogni estremismo, identificandoli come pilastri distintivi della comunità trentina. Ha inoltre espresso solidarietà alla comunità di Pietramurata, alla sindaca e al Consiglio comunale, riconoscendo le difficoltà affrontate dalla frazione coinvolta dal raduno.

Anche Franco Ianeselli, sindaco di Trento, ha partecipato alla manifestazione, collegando la sua presenza al forte richiamo alla Costituzione e alla democrazia. Ianeselli ha ricordato che il 2026 segna l'ottantesimo anniversario della Repubblica e della riconquista della democrazia, definendo la manifestazione come un'importante occasione per ribadire, in modo democratico, civile e pacifico, i valori fondanti della nostra nazione.

Il raduno a Pietramurata: partecipanti e misure di sicurezza

Il raduno “Ritorno a Camelot”, che si tiene a Pietramurata di Dro dal 3 al 6 settembre 2026, prevede la partecipazione di oltre 400 individui provenienti dall’area naziskin europea. Per garantire il controllo dell’ordine e della sicurezza pubblica, e per assicurare il rispetto delle prescrizioni imposte, Questura e Prefettura hanno mobilitato oltre 140 agenti.

Questi presidi sono attivi nell’area privata destinata a ospitare concerti, convegni e momenti di approfondimento legati all'iniziativa.

Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunitosi a Trento il 1",