L'Esercito italiano ha annunciato il congelamento delle permute di immobili tra lo Stato e la Provincia autonoma di Bolzano. La decisione, motivata dal mutato scenario geopolitico internazionale, è stata comunicata a Bolzano il 21 settembre 2026, durante la firma di importanti protocolli d'intesa riguardanti il patrimonio immobiliare pubblico in Alto Adige.

Il generale di Corpo d'Armata Carmine Masiello, capo di Stato Maggiore dell'Esercito, è intervenuto per illustrare la nuova direttiva. Questa riguarda specificamente i beni che in precedenza erano stati considerati superflui, ma che ora richiedono una nuova valutazione.

Il generale ha sottolineato come la scelta sia strettamente legata al nuovo scenario internazionale e alla discussione legislativa in corso, evidenziando la necessità di ripensare l'approccio anche in relazione alla sicurezza nazionale. Nel suo discorso, Masiello ha affermato in modo perentorio: “In questo periodo ci sono degli interessi di sicurezza nazionali su cui vale la pena soffermarsi”.

Stop alle cessioni: il cambio di rotta dell'Esercito

Il capo di Stato Maggiore dell'Esercito ha ripercorso la storia della presenza militare in Alto Adige, storicamente consistente, che ha lasciato sul territorio provinciale un vasto patrimonio di beni. In passato, questa situazione aveva favorito l'adesione dell'Esercito a diverse iniziative di permuta e a operazioni volte al trasferimento e alla razionalizzazione di tali proprietà.

Tuttavia, Masiello ha chiarito che il contesto attuale è profondamente mutato, sintetizzando la posizione con una frase inequivocabile: “i tempi sono cambiati e non siamo più in grado di cedere alcunchè”. Questo segna una netta inversione di tendenza rispetto alle politiche precedenti di dismissione.

L'intervento del generale Masiello si è inserito nel contesto di una cerimonia significativa, che ha visto la firma di protocolli d'intesa tra la Provincia autonoma di Bolzano, l'Agenzia del Demanio e il Ministero dell'Interno. Questi atti mirano alla razionalizzazione e alla riorganizzazione di importanti complessi immobiliari. Tra questi, spiccano l'ex Sottoprefettura e l'ex Carcere mandamentale di Merano, noto anche come Vecchio Tribunale.

È stato inoltre firmato un atto di permuta per la cessione della caserma “Rossi” di Merano e un atto ricognitorio, finalizzato all'identificazione di beni immobili statali non più ritenuti necessari, da trasferire, d'intesa, alla Provincia autonoma di Bolzano.

Gli accordi siglati a Palazzo Widmann

Nella sede di Palazzo Widmann, sono stati formalmente sottoscritti tre distinti atti che coinvolgono direttamente la Provincia autonoma, l'Agenzia del Demanio e lo Stato. Alla cerimonia di firma del protocollo per la riorganizzazione dell'ex Sottoprefettura e dell'ex Carcere mandamentale di Merano, conosciuto localmente anche come Vecchio Tribunale, hanno presenziato figure istituzionali di rilievo. Tra queste, il presidente della Provincia Arno Kompatscher e la direttrice dell'Agenzia del Demanio, il cui nome è stato parzialmente riportato come Aless.