Due detenuti sono evasi nella mattina del 30 settembre 2026 dal carcere di Venezia Santa Maria Maggiore. Uno è stato catturato nell’immediatezza, l'altro rintracciato a Mestre. Dalle prime informazioni, i due sarebbero detenuti stranieri.
L'episodio ha sollevato le preoccupazioni del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), che ha collegato la fuga a modalità analoghe a quelle già registrate nello stesso istituto. Un precedente simile risale al 17 settembre 2026, quando un detenuto romeno era scappato dal cortile passeggio scavalcando il muro di cinta.
Criticità e precedenti nell'istituto veneziano
La nuova evasione si inserisce in una sequenza di eventi richiamata dal sindacato della Polizia penitenziaria. Donato Capece, segretario generale del Sappe, ha definito l’accaduto un segnale preoccupante per le carceri del Veneto, sottolineando la necessità di supportare il personale della Polizia penitenziaria. Vona, segretario Sappe Triveneto, ha richiamato il tema della sicurezza interna, affermando che "non può diventare la regola affidare la sicurezza del carcere esclusivamente alla capacità di reazione degli agenti".
Di fronte a questi episodi, Capece e Vona hanno richiesto all’Amministrazione penitenziaria di ricostruire le modalità della fuga, individuare eventuali criticità strutturali e organizzative e adottare le misure necessarie.
L'appello è diretto: "Chiediamo all'Amministrazione penitenziaria di intervenire senza ulteriori rinvii".
La struttura della casa circondariale Santa Maria Maggiore
La casa circondariale Venezia Santa Maria Maggiore, situata a Venezia (Santa Croce 324, 30135), è un istituto penitenziario realizzato nel 1926. Interventi di ristrutturazione hanno interessato reparti detentivi, zone di socialità e uffici.
Aggiornati al 19 settembre 2026, i dati indicano 159 posti regolamentari e un posto non disponibile, a fronte di 264 detenuti presenti. Le camere detentive sono dotate di servizi igienici separati, piastrellati e completi di doccia, bidet e acqua calda.