Un fulmine ha colpito e danneggiato gravemente il Vecchio Faro di Ancona nel pomeriggio del 18 settembre 2026, provocando uno squarcio profondo nella parte superiore della storica struttura ottocentesca. I danni si estendono al tetto e alla torre dell'edificio, un simbolo distintivo situato nell’area del Parco del Cardeto, sul Colle dei Cappuccini. Al momento dell'impatto, un forte boato è stato distintamente udito dai residenti della zona, testimoniando la violenza dell'evento.

Il giorno successivo, 19 settembre 2026, una squadra congiunta composta da vigili del fuoco, tecnici del Comune di Ancona e tecnici del Demanio ha condotto un'ispezione approfondita sulla struttura, di proprietà del Demanio.

L'intervento ha mirato a valutare l'entità dei danni subiti dal monumento a seguito del fulmine. Il sindaco Daniele Silvetti ha commentato l'accaduto, sottolineando il valore simbolico del faro per la città e definendo il danno una ferita non solo per il monumento, ma per tutta la comunità anconetana.

I danni alla struttura e le dichiarazioni del sindaco

Il Vecchio Faro, la cui costruzione risale al 1860, è in disuso dal 1972. Il sindaco Silvetti ha voluto ricordare la funzione originaria del faro come punto di riferimento essenziale per i naviganti, affermando: “È stata la potenza di un fulmine ma la ferita non è del solo Vecchio Faro”. Nel suo messaggio, il primo cittadino ha anche richiamato i numerosi solleciti ricevuti per un pronto ripristino della struttura e ha evidenziato il profondo legame del monumento con la storia cittadina e con la figura dei guardiani fanalisti.

Il sindaco ha inoltre menzionato che il faro era stato in passato al centro di diversi progetti di riqualificazione, fino all'assegnazione a un recente concessionario. In particolare, il Demanio aveva avviato un'importante iniziativa progettuale legata al bando “La Casa dei 100 artisti”. Tuttavia, a causa dei gravi danni strutturali provocati dal fulmine, tale progetto sarà inevitabilmente sospeso. Tra le reazioni all'episodio, si registra anche la richiesta del Circolo naturalistico il Pungitopo, che ha sollecitato con urgenza un intervento rapido e concreto per il recupero e la tutela del monumento.

Area del Cardeto chiusa e percorsi pedonali limitati

A seguito del grave danneggiamento, l’area circostante il Vecchio Faro è stata immediatamente chiusa in via precauzionale, al fine di garantire la sicurezza di chi frequenta il Parco del Cardeto.

La storica struttura sul Colle dei Cappuccini è stata isolata e sono state avviate verifiche approfondite sulla stabilità delle murature. La chiusura interessa l'intero perimetro circostante il monumento, con l'installazione di transenne che delimitano chiaramente l'area soggetta ai controlli e alle indagini tecniche.

Le limitazioni imposte riguardano anche la circolazione pedonale nella zona. Gli strad