Un nuovo interrogatorio si è svolto nel pomeriggio del 30 settembre 2026 a Campobasso, nell'ambito delle indagini sul giallo di Pietracatella. La Squadra Mobile ha ascoltato per circa due ore una persona la cui identità è rimasta nel più stretto riserbo. L'individuo ha evitato l'ingresso principale della questura, dove erano presenti giornalisti e operatori televisivi.

L'attività investigativa si concentra sulle morti avvelenate da ricina di Sara e Antonella Di Ielsi, avvenute lo scorso dicembre. In questo contesto, Gianni Di Vita, padre e marito delle vittime, è stato ascoltato tre volte in questura a Campobasso in una sola giornata.

Di Vita non risulta indagato.

L'interrogatorio e il riserbo

Il colloquio in questura con la persona ascoltata dalla Squadra Mobile è durato circa due ore. L'identità del testimone non è stata resa nota. L'accesso e l'uscita dagli uffici di Polizia sono avvenuti eludendo l'ingresso principale, presidiato da giornalisti e operatori televisivi che seguivano gli sviluppi del caso di Pietracatella.

Altri interrogatori sono in programma nei prossimi giorni. L'attività degli inquirenti prosegue nella ricostruzione dei fatti collegati alle morti di Sara e Antonella Di Ielsi. La Squadra Mobile ha mantenuto riservati gli elementi relativi alla persona ascoltata nel pomeriggio.

Perquisizioni e dispositivi elettronici

Sono state eseguite perquisizioni presso studi e l'abitazione della famiglia Di Vita. L'attenzione della Procura di Larino si è focalizzata sui dispositivi elettronici del commercialista. Gianni Di Vita ha consegnato spontaneamente agli investigatori un dispositivo elettronico, una chiavetta USB e due computer, destinati all'estrazione di copie del materiale.

L'avvocato Vittorino Facciolla, legale di Di Vita, ha precisato che le perquisizioni riguardano vani e immobili nella disponibilità dell'intera famiglia Di Vita, non solo di Gianni. Facciolla ha dichiarato che "la magistratura ha voluto dare seguito alle attività di ricerca della prova attraverso le perquisizioni di alcuni vani".