Il Tribunale del Riesame di Torino ha confermato gli arresti domiciliari per Domenico Scullari, l'imprenditore di 39 anni indagato per tentato omicidio. Tuttavia, la misura cautelare è stata attenuata, consentendogli di riprendere l'attività nelle sue due società edili. La decisione giunge dopo l'episodio in cui Scullari avrebbe inseguito e investito con un SUV due giovani in monopattino, accusati di avergli strappato una collanina a Torino.
Le nuove disposizioni prevedono che l'imprenditore non debba più indossare il braccialetto elettronico e possa comunicare non solo con i familiari più stretti, ma anche con fornitori e altri imprenditori.
Questa modifica rende le condizioni dei domiciliari meno restrittive rispetto a quanto inizialmente stabilito dal gip, che aveva imposto il dispositivo elettronico e il divieto di comunicazione dopo due notti trascorse in cella. La misura cautelare resta quindi in vigore, ma con condizioni più flessibili sul piano dei contatti e dell'attività lavorativa.
La dinamica dell'episodio sul lungo Po Antonelli
L'incidente si è verificato alla fine di agosto sul lungo Po Antonelli, a Torino. Secondo la ricostruzione, Scullari si era fermato per prestare soccorso a un'anziana alla quale era stata rubata una collana. In quella circostanza, sarebbe diventato egli stesso bersaglio dei due scippatori, che gli avrebbero sottratto la collanina.
L'uomo sarebbe quindi salito a bordo della propria auto, un SUV Peugeot, per inseguire i due giovani che si stavano allontanando in monopattino.
Durante l'inseguimento, i due ragazzi sarebbero stati speronati e sarebbero caduti a terra. Dopo l'impatto, l'imprenditore avrebbe aggredito uno dei due, un 17enne, nel tentativo di recuperare la collanina. Successivamente, Scullari si sarebbe recato presso una caserma dei carabinieri per denunciare l'accaduto. Il 17enne è stato arrestato, mentre l'altro giovane, di 19 anni, si trova ancora in coma a causa dei traumi riportati nell'investimento.
Le nuove condizioni degli arresti domiciliari
La decisione del Tribunale del Riesame accoglie parzialmente le istanze della difesa, permettendo all'imprenditore di gestire le sue attività edili pur mantenendo la misura degli arresti domiciliari.
Il punto centrale dell'ordinanza riguarda la possibilità di mantenere rapporti funzionali al lavoro con fornitori e altri imprenditori. L'eliminazione del braccialetto elettronico modifica ulteriormente le restrizioni, senza però revocare i vincoli della misura cautelare imposta.