Il Tribunale di Trani, tramite il giudice per le udienze preliminari, ha emesso una condanna a carico di Oronzo Forte, 54 anni, infliggendogli cinque anni e quattro mesi di reclusione e una multa di 1.800 euro. La sentenza riguarda l'uomo identificato dall'accusa come il presunto responsabile dell'attentato incendiario avvenuto al portone dell'abitazione di Francesco Ventola, eurodeputato e coordinatore di Fratelli d’Italia della Bat. L'episodio si è verificato a Canosa di Puglia, nella notte tra il 29 e il 30 novembre 2024.

Nel corso del procedimento, Forte era altresì imputato per una rapina perpetrata in un supermercato.

Il processo si è svolto con rito abbreviato, e il giudice ha proceduto all'unificazione dei reati contestati, applicando il vincolo della continuazione. Il reato più grave, su cui si è basata la continuazione, è stato individuato nella rapina. La condanna prevede inoltre il pagamento delle spese processuali e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, una misura significativa che incide sulla capacità dell'imputato di ricoprire cariche pubbliche in futuro.

La sentenza del Gup di Trani

L'episodio centrale contestato a Oronzo Forte è l'incendio doloso del portone d'ingresso dell'abitazione dell'eurodeputato Francesco Ventola, situata a Canosa di Puglia. Secondo le ricostruzioni, l'atto incendiario sarebbe stato appiccato tra la notte del 29 e il 30 novembre 2024.

La decisione del Gup del Tribunale di Trani giunge al termine di un iter giudiziario svoltosi con rito abbreviato, che ha permesso di definire la posizione dell'imputato non solo per l'incendio ma anche per la rapina al supermercato, confluita nel medesimo procedimento.

La pena comminata è di cinque anni e quattro mesi di reclusione, accompagnata da una sanzione pecuniaria di 1.800 euro. A queste si aggiungono le spese processuali e la già menzionata interdizione perpetua dai pubblici uffici. La scelta di riunire i reati sotto il vincolo della continuazione ha stabilito la rapina come l'infrazione più grave tra quelle considerate nel contesto del procedimento giudiziario.

Il commento dell'eurodeputato Francesco Ventola

A seguito della pronuncia della sentenza, l'eurodeputato Francesco Ventola ha espresso il proprio commento attraverso i canali social. Nel suo messaggio, Ventola ha dichiarato: "Giustizia è fatta", manifestando sollievo per l'esito del processo. Ha inoltre rievocato l'attentato, descrivendolo come "la notte più brutta, schifosa, di quelle che lasciano il segno", sottolineando la gravità dell'incendio al portone d'ingresso e la conseguente propagazione del fumo all'interno della sua abitazione.

L'eurodeputato ha collegato il ricordo di quella drammatica notte alla presenza della sua famiglia in casa, evidenziando la profonda paura e il disagio vissuti durante l'episodio.

Nel suo intervento, Ventola ha anche fatto un riferimento all'attività investigativa condotta dalla questura di Andria, riconoscendo l'importanza del lavoro svolto per l'identificazione e la condanna del presunto attentatore. Il suo messaggio si è concluso con l'implicazione che l'autore non ha avuto modo di sfuggire alla giustizia.