L'avvocato Alessandro Cannevale, difensore della penalista coinvolta nell'inchiesta per concorso esterno in associazione finalizzata al traffico di stupefacenti a Perugia, è intervenuto il 30 settembre 2026 per commentare le dichiarazioni del ministro Carlo Nordio. Il dibattito si concentra sulle intercettazioni che hanno coinvolto legali estranei al procedimento principale. Cannevale ha sottolineato come la questione possa condurre a una potenziale condanna dell'Italia per violazione della Carta europea dei diritti dell’uomo, evidenziando che l'onere finanziario di una tale sanzione ricadrebbe direttamente sui contribuenti italiani.

«Penso sia normale che un Ministro si preoccupi di un'eventuale, futura condanna dell'Italia per violazione della Carta europea dei diritti dell'uomo», ha affermato Cannevale. Il riferimento specifico è al fascicolo giudiziario in cui sono stati intercettati avvocati, pur essendo estranei al procedimento principale, durante i loro colloqui con i clienti. La penalista assistita dall'avvocato Cannevale è indagata nell'ambito di questo stesso fascicolo, che coinvolge anche un magistrato ora in pensione.

Le intercettazioni a Perugia e la richiesta della Procura

In relazione a questa complessa vicenda, la Procura di Perugia ha formalmente richiesto al giudice per le indagini preliminari (gip) la distruzione delle intercettazioni che non riguardano direttamente la posizione della penalista indagata.

Questa istanza si concentra specificamente sugli ascolti che hanno coinvolto gli avvocati risultati estranei al procedimento principale. Tale richiesta si allinea con la prassi consolidata per la gestione delle conversazioni ritenute non pertinenti rispetto all'indagine in corso. Attualmente, l'udienza in contraddittorio tra le parti, volta a discutere e decidere su questa richiesta, è ancora in fase di svolgimento.

Il procedimento in corso davanti al giudice per le indagini preliminari è dunque cruciale per definire il trattamento e il destino delle intercettazioni che non sono direttamente collegate alla penalista. È importante sottolineare che, all'interno del fascicolo, rimangono chiaramente distinti due profili: quello dell'indagata, la cui difesa è curata dall'avvocato Cannevale, e quello degli avvocati che sono stati intercettati durante i colloqui con i loro assistiti, pur essendo stati riconosciuti come estranei al merito dell'inchiesta.

La tutela dei diritti umani e la Convenzione europea

Il riferimento alla Carta europea dei diritti dell’uomo, evocato dall'avvocato Cannevale, si inserisce nel più ampio sistema della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Questo fondamentale trattato internazionale è stato aperto alla firma a Roma il 4 novembre 1950 ed è entrato in vigore il 3 settembre 1953, rappresentando una pietra miliare nella protezione delle libertà fondamentali in Europa. La Convenzione garantisce, tra i suoi principi cardine, il rispetto della vita privata e familiare, l'inviolabilità del domicilio e la segretezza della corrispondenza, aspetti centrali nel dibattito sulle intercettazioni. Inoltre, essa prevede la possibilità di una soddisfazione equa per le vittime qualora venga accertata una violazione e il diritto interno dello Stato consenta solo una riparazione parziale, un meccanismo che potrebbe attivarsi in caso di condanna dell'Italia.

Il commento dell'avvocato Cannevale sottolinea la rilevanza di queste garanzie internazionali nel contesto delle indagini giudiziarie nazionali, specialmente quando coinvolgono la sfera professionale e privata di soggetti estranei ai procedimenti, evidenziando le potenziali conseguenze economiche per la collettività in caso di accertate violazioni.