Un 23enne residente a Stra, nel Padovano, è stato denunciato dai carabinieri in seguito a una concitata lite scoppiata all'interno di un supermercato In’s, situato in via Salata, a Noventa Padovana. L’episodio, avvenuto nel pomeriggio precedente alla diffusione della notizia (datata 28 settembre 2026), ha avuto origine da una discussione per motivi legati alla precedenza alle casse, degenerando rapidamente e proseguendo poi all’esterno dell’attività commerciale, in un clima di crescente tensione.
L’intervento dei carabinieri della Stazione di Noventa Padovana è scattato prontamente in seguito a una segnalazione pervenuta al Numero Unico di Emergenza 112.
La lite ha coinvolto il giovane e altri presenti nell’area del supermercato. Durante le fasi più accese del diverbio, il 23enne si è allontanato dal gruppo per fare ritorno alla propria abitazione, da cui ha recuperato una pistola, rivelatasi in seguito una replica Softair, priva però degli elementi distintivi che ne avrebbero permesso l'immediata identificazione come giocattolo.
Lite alle casse: la minaccia con la replica Softair e l'allarme tra i presenti
Il giovane è tornato sul posto con l'arma giocattolo e avrebbe utilizzato la replica per minacciare due ragazzi. La vista dell’oggetto ha generato un immediato clima di panico e allarme tra le persone presenti, spingendo diverse di esse a contattare nuovamente il 112 per segnalare la situazione.
I carabinieri hanno prontamente avviato le ricerche del gruppo di persone coinvolte, che nel frattempo si era già allontanato dall'area commerciale, rendendo più complesse le prime fasi dell'intervento.
Poco dopo l’accaduto, il 23enne si è presentato spontaneamente presso la Stazione dei carabinieri di Stra. Qui ha ammesso le proprie responsabilità in merito all'episodio, sostenendo con fermezza che l’arma da lui brandita non fosse reale. È emerso chiaramente che la replica utilizzata durante la lite era priva degli elementi distintivi essenziali che ne avrebbero permesso l'immediata riconoscibilità come arma giocattolo, un dettaglio cruciale per la contestazione.
La perquisizione domiciliare e la denuncia per minaccia aggravata
La successiva perquisizione domiciliare, eseguita nell’abitazione del 23enne, ha portato al ritrovamento e al conseguente sequestro di altre tre repliche di armi Softair, che si aggiungono a quella già utilizzata nell'episodio. Al termine di tutti gli accertamenti e delle verifiche del caso, il giovane è stato formalmente denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica per il reato di minaccia aggravata.
L’aggravante contestata è specificamente legata all’utilizzo di una replica d’arma che non presentava gli elementi previsti dalla normativa per la sua immediata identificazione come giocattolo. In particolare, dalla replica era stato rimosso il tappo rosso, un elemento di sicurezza obbligatorio posto sulla volata, fondamentale per distinguere le repliche dalle armi vere.
Le repliche Softair sono concepite e destinate esclusivamente per attività ludico-sportive e non sono considerate armi da sparo, a condizione che rispettino scrupolosamente tutti i requisiti di legge previsti.
Gli elementi distintivi delle repliche Softair
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