L'arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, ha pronunciato il 4 settembre 2026 a Palermo l'omelia per la Solennità di Santa Rosalia, patrona del capoluogo siciliano. L'intervento ha richiamato la pace, la necessità di contrastare la cultura dell'odio e di promuovere la compassione. Lorefice ha collegato questo appello alle guerre e ai respingimenti dei migranti nel Mediterraneo, da lui definito "Mare Nostro".

Nel cuore dell'omelia, l'arcivescovo ha affermato: «L'umanità intera aspira alla pace, ha bisogno della pace. Di evangelizzatori e di artigiani di pace capaci di strapparci alla cultura dell'odio e di formare alla compassione».

Il richiamo ha denunciato lo scempio e la disumanità delle guerre che compromettono la convivenza pacifica, conflitti "volute o assecondate da sedicenti dominatori del mondo sempre più narcisisti e deliranti". Lorefice ha citato i respingimenti dei migranti, legandoli alla trasformazione del "Mare Nostro" in un immenso cimitero.

L'appello di Assisi del 1986

Durante l'omelia, Lorefice ha richiamato le parole di Giovanni Paolo II ai capi e rappresentanti di Chiese cristiane, comunità ecclesiali e religioni mondiali riuniti ad Assisi il 27 ottobre 1986 per una Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace. Il riferimento è stato inserito nel discorso dal Santuario, luogo per fare proprie quelle parole.

Il passaggio citato da Lorefice affida ai giovani la causa della pace: «Noi affidiamo la causa della pace specialmente ai giovani. Possano i giovani contribuire a liberare la storia dalle false strade in cui si svia l'umanità». Questo richiamo si inserisce nell'omelia dedicata alla pace e alla responsabilità di contrastare odio, guerre e disumanità, senza separare la convivenza tra i popoli dalla compassione verso chi attraversa il Mediterraneo.

Santa Rosalia, Santuario e lapide ucraina

Nella celebrazione per la patrona di Palermo, l'arcivescovo ha evidenziato il ruolo del Santuario di Santa Rosalia come luogo di fede e unità. In questo contesto, è stata menzionata la presenza di una lapide ucraina, simbolo di accoglienza e solidarietà.