Roberto Obert, 64 anni, originario di Forno Canavese e detenuto dal 2016 per il suo coinvolgimento nell’omicidio dell’insegnante Gloria Rosboch, potrà usufruire di permessi speciali per lasciare il carcere. Il tribunale di sorveglianza ha accolto l’istanza presentata dal suo legale, l’avvocato Celere Spaziante, autorizzando uscite complessive per due mesi all’anno, destinate alle visite alla madre novantenne. La decisione arriva a dieci anni dal delitto che sconvolse la comunità di Castellamonte.

La decisione del tribunale e la buona condotta

Obert, condannato con rito abbreviato a 18 anni per il suo ruolo nel tragico evento, ha dimostrato un comportamento esemplare.

Durante la detenzione nel penitenziario di Verbania, ha assunto l’incarico di bibliotecario e ha partecipato ad attività di volontariato, mantenendo una buona condotta. I permessi, concessi dal giudice, sono strettamente legati al suo comportamento in carcere, consentendogli di lasciare la struttura per periodi autorizzati, nel limite complessivo di due mesi ogni anno, per recarsi dalla madre.

Il ruolo di Obert nel delitto Rosboch

Nel procedimento sull’omicidio Rosboch, la posizione di Obert è stata distinta da quella di Gabriele Defilippi, esecutore materiale del delitto e detenuto a Torino con una condanna a 30 anni. Obert ha collaborato con gli inquirenti, indicando il luogo in cui era stato nascosto il corpo della docente.

Il suo legale, Celere Spaziante, lo ha descritto come «una persona mite, con poca capacità dialettica», collegando la collaborazione fornita alle indagini a una pena più lieve rispetto a quella del coimputato.

Attività in carcere e l'importanza della collaborazione

Nel carcere di Verbania, Obert ha svolto l’incarico di bibliotecario ed è stato attivo nel volontariato sul territorio montano della provincia. L’elemento valutato per la misura resta la buona condotta mantenuta nel penitenziario. Spaziante ha richiamato il contributo offerto alle indagini con la frase: «senza la sua collaborazione il corpo di Gloria non sarebbe stato trovato». Il provvedimento autorizza quindi le uscite per le visite familiari, senza modificare il dato centrale della condanna e della detenzione, iniziata nel 2016.