Il Gip di Udine ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere per Mohamed Koufi, 32 anni, reo confesso dell’omicidio di Abdellatif Bensefiyan, 65 anni. L’agguato è avvenuto venerdì scorso nel quartiere di Sant’Osvaldo a Udine. La decisione del giudice, datata 8 settembre 2026, segue gli accertamenti dei carabinieri e la confessione.

Contestata a Koufi anche l’aggravante della premeditazione. Il movente del delitto appare duplice: la fine della relazione con l’ex compagna, sorella della vittima, e una questione economica. Il 32enne ha dichiarato di considerare mai restituita una somma di denaro elargita alla famiglia della donna.

Dalle indagini è emerso che Koufi, in Marocco, era già sposato e padre di più figli.

Il movente: denaro e relazione interrotta

La tragica uccisione di Abdellatif Bensefiyan in via Castions, a Udine, è stata confessata da Mohamed Koufi. L'indagato ha collegato il suo gesto alla mancata restituzione di 8.000 euro. La somma, ha riferito, consegnata in due tranche da 4.000 euro, era originariamente una dote per sposare la donna e ottenere il permesso di soggiorno. Il denaro, secondo Koufi, non gli sarebbe stato restituito dopo la rottura del rapporto.

Questa versione economica si affianca alla rottura con l'ex compagna, sorella della vittima. Koufi ha sostenuto che il vero motivo dell'omicidio non sarebbe stato il rifiuto della donna, bensì la mancata restituzione del denaro.

Ha anche specificato che la rottura del rapporto sarebbe stata una sua decisione, motivata dalla sua situazione familiare in Marocco. L'accusa, tuttavia, considera l'omicidio volontario aggravato dalla premeditazione.

Le decisioni del Gip e il percorso giudiziario

L'interrogatorio di garanzia davanti al Gip di Udine era stato fissato per la mattina di martedì 8 settembre, dopo il fermo eseguito dai carabinieri sabato pomeriggio. Mohamed Koufi era stato trasferito nel carcere di Udine. Il provvedimento del Gip ha convalidato il fermo, disponendo per il 32enne la custodia cautelare in carcere.