Marzia Fedele, 61 anni, accusata del parricidio del padre Giuliano Fedele, 91 anni, avvenuto nella casa di riposo di Percoto (Udine), resterà in carcere. Il GIP di Udine ha convalidato l’arresto il 12 settembre 2026, disponendo la custodia cautelare in carcere. La donna, che ha confessato l’omicidio, è detenuta a Trieste.
La difesa di Marzia Fedele aveva richiesto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. L’istanza è stata respinta, confermando la misura carceraria. Al termine dell’udienza, Marzia Fedele ha incontrato brevemente il marito e il figlio.
La convalida dell’arresto e la misura cautelare
Il provvedimento del GIP conferma l’arresto e la permanenza in carcere. La richiesta alternativa della difesa per i domiciliari con controllo elettronico non è stata accolta. L’udienza ha convalidato il fermo e deciso la misura cautelare per la donna.
Il fatto contestato è la morte del padre Giuliano Fedele, 91 anni, nella struttura di Percoto. La figlia della vittima ha confessato l’omicidio. Il procedimento si concentra sulla misura cautelare e sul rifiuto di sostituire il carcere con i domiciliari.
Il contesto della tragica vicenda a Percoto
La vicenda è avvenuta in una RSA a Percoto. Marzia Fedele, 61 anni, è accusata di omicidio premeditato del padre Giuliano, 91 anni.
L’anziano sarebbe stato colpito con diverse coltellate; l’autopsia chiarirà numero e cause del decesso.
Nel quadro ricostruito, la donna si occupava dei due genitori novantenni, ospiti della stessa struttura. La sua situazione personale, psicologicamente ed economicamente insostenibile, è un elemento chiave. Viene inoltre menzionato un presunto episodio di pesanti maltrattamenti del padre nei confronti della figlia il giorno precedente.
La notizia giudiziaria attuale riguarda la conferma della custodia cautelare in carcere per Marzia Fedele, dopo la convalida dell’arresto da parte del GIP.