Il processo d'appello per l'omicidio di Nada Cella avrà inizio il 18 gennaio davanti alla Corte d'Assise d'Appello di Genova. La giovane segretaria fu assassinata il 6 maggio 1996 nello studio del commercialista Marco Soracco, a Chiavari. Questo nuovo grado di giudizio segue la condanna in primo grado a 24 anni di reclusione per Annalucia Cecere, ex insegnante ritenuta responsabile dell'omicidio aggravato da futili motivi.
La sentenza di primo grado ha riaperto un cold case rimasto irrisoluto per anni. Nada Cella, all'epoca dei fatti, aveva 25 anni e lavorava nello studio di Soracco.
Secondo la ricostruzione della Corte d'Assise di Genova, Cecere agì per rancore e gelosia, legati al rapporto con il commercialista. Le motivazioni della condanna connettono l'azione dell'imputata al suo profilo personale e alla relazione con la vittima nell'ambiente professionale di Chiavari.
Le motivazioni della condanna di primo grado
La Corte d'Assise ha stabilito che Cecere agì per invidia sociale e in un dolo d'impeto. La ricostruzione giudiziaria ha evidenziato la gelosia verso Nada Cella e l'ira per il mancato passaggio di telefonate a Marco Soracco, decisione presa dalla vittima su indicazione del datore di lavoro. Il reato è stato qualificato come omicidio aggravato dai futili motivi, con pena fissata a 24 anni di reclusione per Annalucia Cecere.
Nel medesimo procedimento, Marco Soracco è stato condannato a due anni per favoreggiamento. Il suo ruolo è stato esaminato in relazione al delitto nello studio di Chiavari. Le motivazioni della sentenza hanno anche richiamato il contesto sociale e familiare dell'imputata, la sua relazione con l'ambiente professionale di Soracco e la dinamica dell'aggressione nello studio dove Nada Cella lavorava.
I ricorsi in appello
Al giudizio d'appello sono stati presentati i ricorsi degli imputati. Annalucia Cecere è difesa dagli avvocati Giovanni Roffo e Gabriella Martini. Marco Soracco, condannato per favoreggiamento, è assistito dall'avvocato Andrea Vernazza.