Andrea Costanzo, padre di Chiara, la sedicenne vittima del tragico rogo di Capodanno a Crans-Montana, è intervenuto il 7 settembre 2026 a Milano sulle notizie sul rischio della schiuma fonoassorbente del Constellation. Al centro, la possibilità che il Comune fosse informato del pericolo di infiammabilità. Costanzo ha chiesto con fermezza che si faccia piena luce su quanto accaduto e perché tale rischio non sia stato affrontato prima della tragedia.

Il padre della ragazza ha collegato la sua richiesta di verità alla necessità dei familiari di conoscere tutti gli elementi emersi nell’inchiesta.

«Da papà di Chiara, leggere una notizia del genere mi lascia senza parole», ha dichiarato, riferendosi all’ipotesi che l’amministrazione fosse a conoscenza del problema. Costanzo ha aggiunto che, sebbene Chiara e le altre vittime non possano essere riportate indietro, i familiari vogliono sapere cosa sia stato fatto, cosa non sia stato fatto e perché.

Le parole dei familiari

Costanzo ha precisato di non volersi sostituire alla magistratura né di voler stabilire responsabilità. Ha però evidenziato il peso di eventuali informazioni che avrebbero potuto contribuire a evitare il rogo. La sua richiesta mira a un accertamento completo, senza zone d’ombra, sul percorso delle segnalazioni e sulle decisioni prese prima dell’incendio.

Anche Valentino Giola, padre di Giuseppe, uno dei sopravvissuti all’incendio, ha commentato la notizia. Per Giola, l’elemento rafforza l’ipotesi di negligenza già emersa nell’indagine. Ha spiegato di seguire gli sviluppi con attenzione, ma anche con un certo distacco, per mantenere un equilibrio di fronte al continuo aggiornamento delle notizie legate all’inchiesta.

Il contesto del rogo di Capodanno

L’incendio al Constellation di Crans-Montana è avvenuto nella notte di Capodanno, causando la morte di 41 persone e il ferimento di oltre 110. Tra le vittime c’era la sedicenne Chiara Costanzo. Il locale è diventato il fulcro dell’inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sul ruolo della schiuma fonoassorbente, indicata nelle ricostruzioni come materiale potenzialmente incendiabile.

Nel contesto delle verifiche successive al rogo, è stato richiamato il