La perizia psichiatrica disposta dalla Corte d’assise di Bologna ha stabilito che Marin Jelenic, imputato per l’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, era capace di intendere e di volere al momento del delitto. La valutazione, depositata il 15 settembre 2026, conclude inoltre che il 36enne croato è idoneo a partecipare al processo. Ambrosio, 34 anni, fu tragicamente ucciso il 5 gennaio con una coltellata alle spalle.

Jelenic, che nega ogni addebito, è sotto processo davanti alla Corte d’assise di Bologna. Il suo arresto avvenne la sera dell’Epifania nella stazione di Desenzano sul Garda.

Il pubblico ministero Michele Martorelli contesta aggravanti significative, legate ai motivi abietti e al fatto che l’omicidio sia stato commesso in prossimità di una stazione ferroviaria. Nonostante l’approfondita analisi, la relazione peritale, di circa 50 pagine, non è riuscita a individuare il movente dell’omicidio, lasciando irrisolto un aspetto cruciale del caso.

La valutazione psichiatrica e l’escalation di violenza

L’analisi condotta nell’ambito della perizia descrive una chiara escalation di violenza nei mesi precedenti l’omicidio, indicando il delitto come il culmine di un’aggressività preesistente e in intensificazione. La relazione, tuttavia, non collega questa aggressività a specifiche cause psicopatologiche.

L’assenza di risposte su questo punto ha impedito di interrogare Jelenic in merito alle ragioni di tale aumento di violenza, come rilevato nella ricostruzione peritale.

La perizia evidenzia anche un abuso alcolico, riscontrato in altri episodi di violenza attribuiti all’imputato, ma esclude che vi siano elementi tali da indicare una compromissione dello stato mentale. Durante i colloqui, Jelenic è stato descritto come una persona che si prende lunghe pause prima di rispondere, quasi a calibrare attentamente le parole. L’elaborato lo ritrae inoltre come emotivamente distaccato, apparentemente non coinvolto dagli eventi e privo di manifestazioni di angoscia, rabbia o senso di colpa.

I precedenti episodi e il mistero del movente

Gli accertamenti peritali hanno esaminato anche numerosi episodi antecedenti l’omicidio di Alessandro Ambrosio. È emerso che in almeno otto diverse occasioni Jelenic era stato fermato mentre era in possesso di coltelli o altri strumenti da taglio. Un episodio particolarmente rilevante risale al novembre 2025, quando a Tarvisio avrebbe aggredito un altro capotreno utilizzando un taglierino. Questi precedenti, che si collocano due mesi prima dell’uccisione di Ambrosio avvenuta nel parcheggio per i dipendenti, contribuiscono a infittire il quadro dei dubbi sul movente del tragico evento, che rimane ancora senza una spiegazione chiara.