A Campobasso, le indagini sul tragico caso di Pietracatella hanno registrato una ripresa significativa. Venerdì 11 settembre 2026, dopo alcuni giorni di pausa, sono infatti ripresi in Questura gli interrogatori volti a fare chiarezza sulla morte di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, le due donne avvelenate con la ricina a fine dicembre. Al centro delle nuove audizioni, ancora una volta, Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita, padre e marito delle vittime.
Laura Di Vita è stata ascoltata in qualità di persona informata sui fatti, una figura chiave per gli investigatori che cercano di ricostruire il contesto e le dinamiche familiari.
La donna è giunta negli uffici della Squadra Mobile poco prima delle 10 del mattino e ha lasciato la Questura intorno alle 13, senza rilasciare alcuna dichiarazione ai numerosi giornalisti che attendevano all'esterno.
Gli sviluppi investigativi e le nuove audizioni
La ripresa degli interrogatori si inserisce in un filone investigativo complesso e articolato, che mira a svelare il mistero del giallo di Pietracatella. La nuova audizione di Laura Di Vita avviene a distanza di mesi dalla sua precedente deposizione, segno di un'attività investigativa che prosegue con attenzione e meticolosità. Nei prossimi giorni potrebbero essere riconvocate in Questura altre persone ritenute vicine alle vittime e ai loro familiari, nell'intento di approfondire ogni dettaglio utile all'inchiesta.
Questo passaggio in Questura evidenzia come gli accertamenti si concentrino in particolare sui rapporti familiari e sulle cerchie più strette di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi. La posizione di Laura Di Vita, richiamata dagli inquirenti come persona informata dei fatti, è strettamente legata al suo rapporto di parentela con Gianni Di Vita e, di conseguenza, con le due donne tragicamente scomparse.
La richiesta di proroga delle indagini
Parallelamente agli interrogatori, il quadro investigativo si arricchisce di un'altra importante novità: la Procura di Larino ha intenzione di chiedere una proroga delle indagini relative al caso di Pietracatella. La richiesta, che sarà formalizzata al Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) nei prossimi giorni, è fondamentale per proseguire gli accertamenti sull'avvelenamento da ricina che ha causato la morte di Sara Di Vita e della madre Antonella Di Ielsi, avvenuto a fine dicembre.
Il fascicolo, aperto a marzo per duplice omicidio premeditato e tuttora contro ignoti, sta per giungere alla scadenza dei sei mesi previsti per le indagini preliminari. Con l'ottenimento della proroga, gli inquirenti avranno a disposizione ulteriori sei mesi di tempo, spostando il nuovo termine delle indagini a marzo dell'anno successivo. Questa estensione è ritenuta indispensabile per la prosecuzione delle attività investigative ancora in corso e per la conclusione del lavoro dei consulenti, sia italiani che tedeschi, le cui analisi non sono ancora state completate.
Tra gli accertamenti cruciali indicati dagli investigatori figurano quelli relativi a alimenti, campioni di sangue e altri reperti, tutti analizzati con la massima precisione presso il prestigioso Robert Koch Institute di Berlino.
Nel fascicolo della Procura di Larino è inoltre confluita la prima indagine aperta dalla Procura di Campobasso, inizialmente per omicidio colposo, che vedeva cinque medici indagati. Questa integrazione sottolinea la complessità e l'ampiezza di un'inchiesta che continua a cercare risposte su una vicenda di grande risonanza.