La Guardia di Finanza di Pisa, in stretta collaborazione con la Procura locale, ha smantellato una complessa rete di spaccio di droga che operava attraverso un canale Telegram, trasformato in una vera e propria piazza virtuale per la compravendita di sostanze stupefacenti. L'indagine ha rivelato un sofisticato sistema di consegne a domicilio, in modalità delivery, con una particolare e preoccupante diffusione tra gli studenti universitari della città. L'operazione, culminata con l'esecuzione di tre arresti in flagranza di reato per spaccio di stupefacenti, è stata resa nota il 25 settembre 2026, evidenziando l'impegno delle forze dell'ordine nel contrasto al traffico illecito.

Oltre ai fermi, le approfondite attività investigative hanno condotto alla denuncia a piede libero di ulteriori tre individui per il medesimo reato di spaccio, e di un quarto soggetto per favoreggiamento. Parallelamente, un numero significativo di ventuno acquirenti è stato identificato e segnalato alla prefettura, in quanto consumatori di sostanze stupefacenti. Fulcro dell'intera inchiesta è stato il canale Telegram “The SpaceWayPisa”, individuato come il principale punto di contatto digitale e di coordinamento tra l'offerta illecita e la domanda di droga, gestendo ordini e consegne in modo organizzato.

Arresti, denunce e sequestri: i dettagli dell'operazione

Gli arresti sono stati eseguiti già nel luglio 2024, a seguito di un'attenta attività di monitoraggio e raccolta prove.

Le successive e meticolose indagini hanno permesso di effettuare numerosi e consistenti sequestri. Tra questi figurano un immobile, ritenuto strategico per le attività illecite, il canale Telegram stesso, che è stato prontamente oscurato per interrompere le comunicazioni tra spacciatori e acquirenti, e un conto di trading online attivo a Cipro. Quest'ultimo, sottoposto a sequestro preventivo, presentava una giacenza di 3.018,73 euro, suggerendo un tentativo di riciclaggio o occultamento dei proventi illeciti.

Il materiale stupefacente sequestrato include circa 727 grammi di hashish, 111 grammi di marijuana e 45.000 milligrammi di liquido contenente cannabis, a testimonianza della varietà delle sostanze trattate.

Sono stati inoltre rinvenuti e sequestrati 3.735 euro in contanti, due coltelli, sei bilancini di precisione, un grinder, una pistola a gas, una bicicletta, un monopattino, otto tra dispositivi informatici e telefoni cellulari, utilizzati per la gestione degli ordini, e diverse agende con accurate annotazioni contabili relative alle transazioni. L'intera indagine è stata denominata “Operazione Delivery Pisa”, un nome che ben descrive il modus operandi incentrato sulla vendita e consegna a domicilio di hashish e marijuana, con ordini gestiti interamente attraverso la piattaforma digitale e recapiti concordati sia presso le abitazioni degli acquirenti sia in altri punti strategici della città.

L’appartamento: la base operativa della rete

Le Fiamme Gialle hanno individuato un appartamento che, secondo le ricostruzioni investigative, fungeva da base operativa fisica per gli indagati. Questo immobile era sistematicamente utilizzato per custodire, confezionare e preparare le sostanze stupefacenti in dosi, prima che venissero destinate alle successive cessioni e consegne. Le indagini hanno permesso di identificare con precisione tre persone, ritenute direttamente responsabili della gestione del canale Telegram e dell'organizzazione capillare di tutte le attività illecite, dalla ricezione degli ordini alla consegna finale.