Bacoli si prepara ad ospitare il primo Pride dei Campi Flegrei, un evento significativo in programma sabato 19 settembre 2026. L’appuntamento è fissato per le ore 17:00 dal Belvedere del Castello, nell’area del Castello di Baia, con una parata che attraverserà le vie del comune flegreo. Il corteo nasce come mobilitazione LGBTQIA+ territoriale e intende abbracciare l'intera caldera flegrea, estendendosi da Pozzuoli a Monte di Procida fino a Quarto.

Gli organizzatori presentano la manifestazione con lo slogan incisivo “Il bradisismo non chiede permesso, nemmeno noi”.

Nel documento politico, l’identità di genere e l’orientamento sessuale vengono collegati direttamente alle condizioni materiali di vita di chi risiede nell’area flegrea. Tra i temi centrali indicati figurano il bradisismo, l’emergenza abitativa, la speculazione edilizia, la crescente turistificazione, la mancanza di lavoro, le barriere architettoniche, la sanità, la mobilità e la difesa del territorio.

Il percorso del corteo a Bacoli

Le comunicazioni diffuse per la giornata indicano il raduno alle 17:00 presso il Belvedere Maurizio Valenzi, situato nell’area del Castello di Baia. La partenza del corteo è prevista per le 18:00, con arrivo all’anfiteatro della Villa comunale di Bacoli. L’iniziativa è presentata come il primo appuntamento costruito su scala flegrea, superando la dimensione meramente comunale.

La parata, che toccherà Bacoli, si inserisce in un percorso di rotazione che mira a coinvolgere tutta la caldera. Gli organizzatori richiamano espressamente i territori di Pozzuoli, Monte di Procida e Quarto, collegando il Pride a un’area profondamente attraversata dalle questioni del bradisismo e della casa. Nel manifesto, la liberazione queer viene legata indissolubilmente alla giustizia sociale e climatica, con la formula esplicita: “non esiste liberazione queer senza giustizia sociale e climatica”.

Diritti materiali, casa e lavoro nei Campi Flegrei

Il documento politico della manifestazione descrive la vita nei Campi Flegrei come un complesso intreccio di emergenza abitativa, fragilità sociali e difficoltà economiche.

Gli attivisti evidenziano come la casa, il lavoro, la sanità, la mobilità e la difesa del territorio siano aspetti intrinsecamente connessi alla possibilità di vivere pienamente i diritti LGBTQIA+, al di fuori di una dimensione separata dal contesto sociale.

La questione delle barriere architettoniche viene inserita nel medesimo quadro di rivendicazioni, con un riferimento specifico anche alle persone LGBTQIA+ disabili. La mobilitazione mira a promuovere l'uguaglianza sostanziale per tutti gli individui.