A Tolmezzo, il 14 settembre 2026, il capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, ha richiamato l'esperienza del Friuli Venezia Giulia dopo il terremoto del 1976, definendola una vera e propria "bussola" che il moderno sistema italiano di Protezione civile ha ereditato. Intervenuto in occasione del Premio Sussidiarietà 2026, Ciciliano ha evidenziato come la ricostruzione post-sisma in Friuli abbia contribuito in modo determinante alla formazione e all'evoluzione dell'attuale struttura nazionale, fornendo un modello operativo di grande valore.
Il fulcro del suo intervento ha riguardato il ruolo cruciale svolto dalle popolazioni locali all'indomani del sisma del 1976. Ciciliano ha sottolineato il profondo civismo delle comunità friulane, la loro capacità di organizzarsi spontaneamente e, al contempo, di operare all'interno di un coordinamento efficace e riconoscibile. In questo contesto, ha posto in risalto la centralità dei sindaci, identificandoli come le autorità locali di protezione civile per eccellenza e come imprescindibili punti di riferimento per i cittadini. La sua affermazione in merito è stata perentoria: "Sono l’elemento fondamentale" per la gestione delle emergenze e la ripartenza dei territori.
I piani di protezione civile: strumenti di resilienza
Nel suo discorso a Tolmezzo, Fabio Ciciliano ha affrontato anche il tema strategico dei piani di protezione civile. Ha indicato questi strumenti come componenti essenziali per la resilienza delle comunità, collegandoli intrinsecamente alla capacità dei territori di prepararsi adeguatamente ad affrontare eventi calamitosi, di organizzare le risorse disponibili e di definire con chiarezza ruoli e responsabilità tra i vari attori coinvolti. Il richiamo all'esperienza del Friuli Venezia Giulia è stato costante, con la ricostruzione successiva al terremoto del 1976 presentata come uno dei passaggi fondamentali che hanno plasmato l'attuale sistema di protezione civile nazionale.
Ciciliano ha inoltre esteso la riflessione alla dimensione internazionale del modello italiano. Ha affermato che l'impostazione e le metodologie maturate dall'esperienza friulana vengono attivamente promosse e condivise anche al di fuori dei confini italiani. Questo approccio si fonda su un solido rapporto tra cittadini, amministrazioni locali e strutture di protezione civile, con una particolare attenzione rivolta alla collaborazione sinergica tra i diversi livelli istituzionali e alla centralità delle comunità direttamente colpite dagli eventi calamitosi.
La cerimonia del Premio Sussidiarietà 2026
La cerimonia di consegna del Premio Sussidiarietà 2026 si è svolta il 14 settembre 2026, alle ore 10:30, presso il prestigioso Teatro comunale Luigi Candoni di Tolmezzo.
Questa seconda edizione del riconoscimento è stata specificamente dedicata a realtà che si sono distinte per un'applicazione esemplare del principio di sussidiarietà, con un riferimento particolare all'intervento e alla ricostruzione che seguirono il devastante terremoto del Friuli del 1976. L'evento ha celebrato l'impegno e la capacità di reazione di fronte alle avversità.