La Rete degli studenti medi del Lazio lancia un allarme sull'emergenza caldo nelle scuole, a pochi giorni dal rientro in classe. Un comunicato del 4 settembre 2026 denuncia l'inadeguatezza di molti istituti ad affrontare il caldo in sicurezza, compromettendo il benessere di studenti e docenti. Nella Città Metropolitana di Roma Capitale, necessari interventi su circa 8.000 aule, con una spesa stimata in 25 milioni di euro per la sola provincia di Roma, evidenziando un deficit.
L'emergenza, secondo gli studenti, riguarda ambienti e programmazione.
La Rete critica lo stanziamento di 20 milioni di euro del ministro Valditara, definendolo "insufficiente e tardivo" e inadeguato. Si richiede un piano straordinario di edilizia scolastica e sicurezza, con coinvolgimento degli enti e risorse.
Le richieste della Rete
Simone Montori, coordinatore regionale della Rete degli studenti medi del Lazio, ha sottolineato l'urgenza della denuncia: il problema non può essere affrontato all'ultimo minuto. "A pagarne le conseguenze non possono essere studenti e docenti", ha affermato. La Rete denuncia da anni la situazione critica delle strutture nel Lazio: nove scuole su dieci non a norma di sicurezza. Questo dato evidenzia la profondità e l'urgenza di azioni.
L'organizzazione studentesca chiede che il piano straordinario parta dal Ministero e annuncia l'intenzione di sollecitare le province per la messa in sicurezza. Viene richiamata anche la Regione Lazio, alla quale si chiede un contributo straordinario. L'obiettivo è rendere gli edifici scolastici sicuri e garantire il diritto allo studio in condizioni dignitose, focalizzandosi sugli interventi strutturali.
Il contesto dell'allarme
La Rete richiama dati sull'emergenza caldo, sottolineando l'urgenza di soluzioni strutturali. La persistenza di temperature elevate rende necessari ambienti sicuri per l'apprendimento.