Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha confermato la custodia cautelare in carcere per Pietro Scintu, 76 anni, accusato del femminicidio della moglie, Carmela Bifano, di 73 anni. La tragica uccisione della donna è avvenuta il 18 agosto 2026 in un fondo agricolo situato in contrada Torre Voluta, a Corigliano-Rossano, specificamente nell’area urbana di Corigliano. Scintu, in seguito a questa decisione, rimane detenuto presso il carcere di Castrovillari.

La pronuncia del Tribunale è giunta dopo un’attenta valutazione del ricorso presentato dall’avvocato difensore, Leonardo Graziadio.

L’istanza legale mirava a ottenere la scarcerazione dell’uomo o, in alternativa, l’applicazione della misura degli arresti domiciliari, con l’obbligo del braccialetto elettronico. La difesa aveva motivato la richiesta sostenendo che Scintu presenterebbe seri problemi di salute, ritenuti incompatibili con la permanenza nell'istituto penitenziario.

Confermata la misura cautelare per l'indagato

Il provvedimento emesso dal Tribunale del Riesame ha dunque pienamente confermato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Questa misura riguarda l'uomo accusato dell’efferato omicidio della consorte, Carmela Bifano, il cui corpo senza vita fu rinvenuto nel terreno agricolo indicato negli atti giudiziari e nelle ricostruzioni investigative.

La vittima, secondo quanto emerso, è stata colpita alla testa con alcune pietre mentre si trovava nel fondo agricolo di sua proprietà, in contrada Torre Voluta.

La richiesta avanzata dalla difesa prevedeva due possibili esiti nel ricorso: la liberazione dell'indagato o, in subordine, la concessione degli arresti domiciliari con l’applicazione del dispositivo di controllo elettronico. Il Tribunale del Riesame di Catanzaro non ha tuttavia accolto alcuna delle istanze presentate, mantenendo la detenzione di Pietro Scintu nel carcere di Castrovillari. Le motivazioni dettagliate che hanno condotto a questa conferma dell'ordinanza saranno depositate e rese note entro i prossimi 45 giorni.

Dettagli sul luogo del delitto e i motivi del ricorso

Il grave fatto di sangue contestato a Pietro Scintu si è consumato nel comune di Corigliano-Rossano, precisamente in contrada Torre Voluta, un’area identificata come parte urbana di Corigliano. La vittima, Carmela Bifano, aveva 73 anni al momento della sua scomparsa. L’accusa a carico del marito verte sull’uccisione della moglie, avvenuta il 18 agosto 2026, mediante l’uso di colpi di pietra alla testa, all'interno del fondo agricolo di famiglia.

Nel corso del procedimento davanti al Riesame, l’attenzione si è focalizzata sull’esame del ricorso firmato dal legale dell’indagato. Al centro dell’istanza vi erano le condizioni di salute del 76enne e la pressante richiesta di una misura detentiva alternativa al carcere.

Nonostante le argomentazioni della difesa, la decisione del Tribunale conferma la permanenza di Scintu nell'istituto penitenziario di Castrovillari, in attesa del deposito ufficiale delle motivazioni che chiariranno ulteriormente i fondamenti di tale scelta giudiziaria.