A Tor Sapienza, quartiere della periferia est di Roma, cresce la rabbia dei residenti per la presenza diffusa di spaccio, tossicodipendenza e microcriminalità. La situazione è stata ampiamente documentata da immagini e video diffusi sui social media dai cittadini, che mostrano persone in grave stato confusionale. Questa denuncia pubblica descrive un contesto di paura, segnato da furti, danni ad auto e abitazioni, che rende sempre più difficile la vivibilità quotidiana nel quartiere.

I racconti dei residenti delineano scene inquietanti: individui che si muovono lentamente, restano immobili o chinati per ore, per poi, in momenti di parziale lucidità, compiere atti di vandalismo e furti, inclusi quelli di benzina dalle auto.

Una frase ricorrente tra gli abitanti sintetizza il disagio: "Sono come zombie, si muovono lentamente o restano immobili e chinati per ore". Le immagini condivise online rafforzano le segnalazioni sullo spaccio e la percezione di insicurezza.

Le Denunce dei Residenti: Un Quartiere "Invivibile"

Marzo Muzi, rappresentante di commercio di 34 anni, denuncia un deterioramento della vivibilità a Tor Sapienza, collegandolo direttamente a microcriminalità e tossicodipendenza. Muzi cita la circolazione di nuove droghe come il fentanyl, accanto a sostanze già note quali crack, eroina e cocaina. La sua affermazione è categorica: "Tor Sapienza è diventato ormai un quartiere invivibile". Questa condizione, secondo Muzi, sfocia in atti di violenza contro persone, auto e abitazioni.

Nel contesto delle preoccupazioni dei residenti, si inserisce l'attività del comitato "Tor Sapienza sicura", promosso da Cristiano Di Paolo, anche in collaborazione con Muzi. Di Paolo paragona le scene osservate nel quartiere a quelle diffuse sui social media dagli Stati Uniti, spesso associate al fentanyl. Il comitato rappresenta un'organizzazione locale nata dalle segnalazioni dei cittadini e dalla richiesta di maggiore attenzione sui fenomeni di spaccio, furti e danneggiamenti nell'area.