La Procura di Milano ha ufficialmente aperto, in data 21 settembre 2026, un’inchiesta approfondita sugli episodi di forte tensione e violenza che hanno scosso la comunità di Rozzano nella settimana precedente. Il fascicolo d’indagine vede attualmente due persone iscritte nel registro degli indagati con l’accusa di percosse aggravate dall’odio razziale. L’ampio spettro delle indagini mira a fare chiarezza su diverse dinamiche: le presunte aggressioni subite da due individui di origine maghrebina, la segnalata presenza di “ronde” o altre forme di “giustizia fai da te” nel territorio, e il più generale contesto legato allo spaccio di droga e ai suoi risvolti nel comune del Milanese.

L’iniziativa giudiziaria è stata intrapresa dal procuratore Marcello Viola, il quale sta coordinando personalmente gli accertamenti, affiancato da un pubblico ministero con specifica competenza in materia di antiterrorismo. L’impianto investigativo si fonda su un’informativa dettagliata che era stata depositata dai carabinieri appena due giorni prima dell’apertura formale del fascicolo. Tra gli aspetti oggetto di ulteriori approfondimenti vi sono anche i presunti contrasti e le frizioni che potrebbero essere collegati alla gestione delle piazze di spaccio e al controllo del traffico di sostanze stupefacenti nella zona.

La ricostruzione degli episodi di violenza a Rozzano

La sequenza dei fatti che hanno portato all’attuale situazione ha avuto inizio un mercoledì.

In quell’occasione, un uomo di nazionalità marocchina è stato violentemente aggredito da alcuni passanti. L’aggressione è scaturita dopo che l’uomo era stato indicato come il presunto responsabile di aver strattonato una donna di 40 anni, la quale è stata successivamente soccorsa. A seguito di questo primo episodio di violenza, si sono rapidamente generate manifestazioni spontanee di protesta nella comunità, che hanno poi condotto a una seconda aggressione, questa volta ai danni di un altro cittadino marocchino, aggravando ulteriormente il clima di tensione.

L’informativa redatta dai carabinieri si concentra in particolare su uno degli episodi ritenuti più gravi, avvenuto specificamente in via delle Mimose, dove un quarantenne di origine marocchina sarebbe stato il bersaglio di un’aggressione mirata.

In relazione a questi gravi fatti, due individui sono stati formalmente denunciati: si tratta di un 23enne e di un 41enne, entrambi già noti alle forze dell’ordine per precedenti di polizia. Nei loro confronti è stata formulata l’ipotesi preliminare di percosse aggravate dall’odio razziale. Questa aggravante, tuttavia, è ancora in fase di valutazione e sarà oggetto di ulteriori e approfonditi accertamenti da parte della magistratura nel corso dell’inchiesta.

Contesto delle proteste e interventi delle autorità

Il quadro generale delineato dagli investigatori suggerisce che le proteste e i raduni che hanno caratterizzato la settimana sono nati da una diffusa e sentita richiesta di maggiore sicurezza, un più capillare controllo del territorio e un contrasto più deciso allo spaccio di sostanze stupefacenti e al “degrado percepito” all’interno del quartiere.

In diversi momenti, queste manifestazioni hanno assunto la forma di presidi e cortei non autorizzati, sfociando in specifici episodi di violenza che sono direttamente collegati alle aggressioni ora al centro dell’inchiesta giudiziaria.

La complessa vicenda include anche una denuncia presentata da una donna di 40 anni. La donna aveva indicato un 24enne marocchino come l’autore di un’aggressione subita. Questo elemento costituisce un ulteriore tassello nel mosaico degli accertamenti in corso, contribuendo a delineare il contesto degli eventi.