Una viva polemica è scoppiata ad Aosta a seguito della pubblicazione di un'immagine nello stato WhatsApp di Gilbert Turcotti, segretario personale del vescovo Franco Lovignana. L'episodio, avvenuto dopo l'Aosta Pride di sabato 26 settembre 2026, ha suscitato forti reazioni e un ampio dibattito. L'immagine controversa accosta la bandiera arcobaleno del Pride a una svastica: la ricostruzione visiva mostra quattro rainbow flag disposte in modo da comporre una svastica centrale, un accostamento che ha immediatamente generato indignazione. La pubblicazione era accompagnata da una didascalia che faceva riferimento alla "questione di prospettiva", un commento che non ha placato le polemiche.

La parata dell'Aosta Pride, svoltasi il sabato precedente, aveva visto la partecipazione di oltre 3 mila persone, rendendo l'episodio ancora più sensibile.

Il segretario personale del vescovo di Aosta, Gilbert Turcotti, si trova ora al centro delle critiche mosse con forza dal Comitato Aosta Pride e dall'associazione Arcigay Queer VdA André Zanotto. Interpellato in merito alla pubblicazione dello stato WhatsApp, Turcotti ha tentato di giustificarsi dichiarando: "Mi sembrava un bel disegno colorato". L'episodio, pur essendo una comunicazione diffusa su un profilo personale, ha generato un collegamento diretto e inevitabile con la Diocesi, data la posizione di rilievo ricoperta da Turcotti all'interno della curia guidata da Franco Lovignana, sollevando interrogativi sulla responsabilità istituzionale.

La ferma reazione del Comitato Aosta Pride

Alice Sartore, portavoce del Comitato Aosta Pride e vicepresidente di Arcigay Queer VdA André Zanotto, ha fermamente contestato l'immagine e l'accostamento giudicato inaccettabile tra i simboli del Pride e la svastica. La posizione del Comitato sottolinea con veemenza l'importanza di rispettare la memoria delle persone omosessuali e transessuali che furono perseguitate, deportate e uccise in massa durante il nazismo. Sartore ha definito l'immagine un "insulto" di grave entità, affermando con chiarezza che "Trasformare la bandiera del Pride in una svastica è un insulto". Per questo, il Comitato ha richiesto al vescovo una presa di distanza pubblica e immediata da parte della Diocesi in relazione al contenuto diffuso tramite lo stato WhatsApp, ritenendola indispensabile.

La contestazione si radica nel rapporto diretto tra l'immagine e la recente parata dell'Aosta Pride. La pubblicazione, infatti, è avvenuta proprio nel giorno della manifestazione, sabato 26 settembre 2026, e ha coinvolto un simbolo inequivocabile del movimento Pride. Il Comitato Aosta Pride ha evidenziato il legame tra la critica mossa e il significato storico della svastica nel contesto delle persecuzioni naziste, associandolo al riferimento alla bandiera arcobaleno, emblema utilizzato sia nella manifestazione che nell'intero movimento Pride.

La posizione della Diocesi

In merito alla vicenda, il vescovo Franco Lovignana, che ricopre anche la carica di vicepresidente della conferenza episcopale piemontese, è intervenuto con una dichiarazione.