Il 15 settembre 2026 segna il quarto anniversario dell'alluvione che, il 15 settembre 2022, devastò Senigallia, in provincia di Ancona, e i comuni delle valli attraversate dai fiumi Misa e Nevola. L'evento catastrofico causò 13 vittime, decine di sfollati e danni stimati in circa due miliardi di euro. Quest'anno, l'anniversario non prevede celebrazioni ufficiali, ma il tema della memoria della piena e della ricostruzione nei territori colpiti rimane centrale e irrisolto.
L'evento alluvionale del 2022 interessò una vasta area delle Marche, estendendosi dalla provincia di Pesaro Urbino, in particolare nelle zone di Cantiano e Frontone, fino alla provincia di Ancona.
Una massa d'acqua di eccezionale portata si riversò nei corsi d'acqua principali e minori, provocando esondazioni diffuse e improvvise. In alcune aree, le precipitazioni raggiunsero punte superiori a 400 millimetri di pioggia in poche ore, un volume impressionante che contribuì alla violenza dell'evento.
La devastazione del Misa e del Nevola e il processo in corso
La rapidità con cui l'alluvione si manifestò portò in poche ore la piena dei fiumi fino alla costa. A Senigallia, nonostante l'assenza di precipitazioni dirette sul comune, l'acqua superò gli argini del Misa e in diversi punti ne causò la rottura, inondando la città. Le gravi conseguenze di quell'evento del 2022 sono ora al centro di un processo giudiziario presso il tribunale dell'Aquila, che vede 22 imputati.
Tra gli imputati figurano dirigenti pubblici, funzionari e tecnici, accusati a vario titolo di reati gravi come omicidio colposo plurimo, lesioni gravi e inondazione colposa. Parallelamente, la ricostruzione dei territori procede, con numerosi cantieri avviati e alcuni già conclusi, in particolare per il ripristino della viabilità pubblica. Molti ponti e strade interrotte sono stati riparati e sono tornati fruibili, un passo fondamentale per la normalizzazione della vita quotidiana.
Nonostante i progressi nei lavori, persistono le contestazioni da parte dei comitati e delle associazioni degli alluvionati. Le critiche si concentrano principalmente sui tempi di messa in sicurezza del territorio, considerati troppo lenti rispetto al rischio concreto di nuove esondazioni.
Questa preoccupazione riguarda in modo particolare i comuni attraversati dai fiumi Misa e Nevola e la realizzazione delle opere strutturali necessarie per la gestione delle piene future.
Le vasche di espansione: un'opera strategica ancora in divenire
Nel contesto delle opere di prevenzione, a Senigallia è stata realizzata la vasca di espansione di Bettolelle. Questa è indicata come la prima e, finora, l'unica opera completata tra quelle previste per mitigare il rischio di future alluvioni. L'impianto è costantemente monitorato dalla sala operativa della Protezione civile comunale, garantendo un controllo in tempo reale. Il piano complessivo per la messa in sicurezza del territorio prevede la realizzazione di otto vasche di espansione lungo il corso del fiume Misa: cinque nel territorio di Senigallia e tre più a monte.
Questo ambizioso progetto, con un investimento stimato di circa 200 milioni di euro, mira a distribuire il deflusso dell'acqua e a proteggere efficacemente le aree più vulnerabili, specialmente quando le condizioni del mare ostacolano lo sfogo naturale del fiume.