La Guardia di Finanza del Gruppo di Ponte Chiasso ha smantellato un presunto traffico di cocaina nella provincia di Como, culminato nell'arresto di tre fratelli di origini marocchine. L'operazione ha portato due dei fratelli in carcere e il terzo agli arresti domiciliari, a seguito delle richieste del pubblico ministero e degli interrogatori davanti al giudice per le indagini preliminari. Le accuse contestate riguardano l'organizzazione di un'attività illecita di stoccaggio, confezionamento e spaccio al dettaglio di stupefacenti, con consegne avvenute, in alcuni casi, anche in prossimità di scuole del capoluogo e della provincia.

Gli investigatori hanno meticolosamente ricostruito il sistema criminale, il quale si basava sull'utilizzo di una ditta individuale, formalmente intestata a uno dei fratelli e specializzata nel commercio di auto usate. La base operativa di questa attività è stata individuata nel comune di Senna Comasco, dove l'attività commerciale avrebbe fornito locali, mezzi e supporto logistico. La cocaina veniva abilmente occultata all'interno delle vetture parcheggiate nel piazzale della ditta, spesso in vani appositamente ricavati nei veicoli stessi, inclusi nascondigli ingegnosi come il bocchettone del carburante.

La rivendita di auto usate e le strategie di occultamento

La ditta disponeva di un considerevole parco auto, stimato in circa 50 veicoli.

Queste vetture erano sistematicamente impiegate per effettuare le consegne della droga e circolavano spesso con targhe prova. Tale stratagemma rendeva particolarmente arduo il loro monitoraggio e la loro identificazione attraverso i lettori dei sistemi di videosorveglianza installati lungo le arterie stradali. Il titolare della concessionaria avrebbe inoltre sfruttato la sua posizione, utilizzando i documenti di identità dei clienti, ottenuti durante le pratiche amministrative per i passaggi di proprietà, al fine di attivare schede telefoniche dedicate esclusivamente alle comunicazioni e alle trattative illecite legate allo spaccio.

Uno dei fratelli, indicato dagli inquirenti come il più attivo e con un'età di 43 anni, era il principale responsabile delle fasi di stoccaggio e delle consegne della cocaina, avvalendosi della collaborazione degli altri due congiunti.

Le cessioni a domicilio sono state accertate in diverse località del Comasco, tra cui Como, Capiago Intimiano, Montorfano e Lipomo. In alcune circostanze specifiche, le consegne avvenivano in pieno orario diurno e gli spacciatori si presentavano indossando tute da meccanico, un accorgimento che si collegava direttamente al contesto lavorativo della rivendita di auto usate, mirando a mimetizzare l'attività criminosa e a eludere eventuali sospetti.

L'entità del traffico: oltre 3.000 dosi e 120.000 euro di guadagni

Nel periodo compreso tra i mesi di febbraio e giugno del 2025, la Guardia di Finanza ha documentato in modo dettagliato lo smercio di oltre 3.000 dosi di cocaina. Il giro d'affari complessivo generato da questa prolifica attività illecita è stato stimato dagli inquirenti in una cifra pari a circa 120.000 euro.

Gli accertamenti investigativi, che hanno preso il via nel corso del 2025, si sono avvalsi di un'ampia gamma di tecniche e strumenti, tra cui l'analisi di riprese video, il tracciamento tramite sistemi GPS e l'impiego di servizi di osservazione.