Il 29 settembre 2026, la comunità di Fiumicello Villa Vicentina ha accolto la sentenza sul caso Giulio Regeni, un momento atteso per dieci anni e segnato da numerosi depistaggi. Alessandro Dijust, sindaco del Comune in provincia di Udine dove Giulio Regeni risiedeva con la sua famiglia, ha sottolineato come il raggiungimento di una decisione giudiziaria rappresenti un passaggio importante per la giustizia.

Il primo cittadino ha riflettuto sul lungo percorso e sulle difficoltà incontrate nel corso della vicenda, esprimendo il sentimento della comunità.

Sebbene l'auspicio fosse per una condanna più severa, Dijust ha affermato che la decisione del processo ha comunque “posto una verità”. La famiglia Regeni, dopo aver presenziato all'udienza, è rimasta nella capitale.

Il sostegno della comunità di Fiumicello Villa Vicentina

Il centro friulano ha costantemente accompagnato la richiesta di verità e giustizia per Giulio Regeni. Il sindaco Dijust ha ricordato l'impegno delle amministrazioni comunali succedutesi e della cittadinanza, che sono rimaste solidali alla causa di Regeni e vicine ai suoi familiari. La comunità si è dimostrata “sempre stretta intorno alla famiglia”, un legame profondo mantenuto nel tempo.

Fiumicello Villa Vicentina ha promosso diverse iniziative pubbliche in memoria di Giulio.

Il 25 gennaio 2026, in occasione del decimo anniversario dalla sua scomparsa, il Comune ha organizzato un evento commemorativo. Il programma ha incluso un momento di parole, immagini e musica dedicato a Giulio, una camminata dei diritti da Via Carnera al Piazzale dei Tigli e una fiaccolata silenziosa, simboli della persistente ricerca di giustizia. A completare le iniziative, una mostra è stata allestita nella sala espositiva del Comune, dal 18 gennaio al 4 febbraio dello stesso anno, ripercorrendo i dieci anni della vicenda attraverso immagini, disegni, oggetti e video.

Il significato della sentenza per lo Stato di diritto

A seguito della sentenza, il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco ha commentato la decisione definendola una vittoria dello Stato di diritto.

Colaiocco ha evidenziato il contributo congiunto di diverse figure e istituzioni: la magistratura, i genitori di Giulio Regeni, i cittadini, gli avvocati, le forze di polizia e i carabinieri, la diplomazia e l'intelligence. Il risultato ottenuto, ha spiegato, è frutto della capacità dello Stato di diritto di giungere a una condanna solo quando la responsabilità è provata “oltre ogni ragionevole dubbio”.

Il procuratore ha descritto la sentenza come storica, sottolineando come la condanna dei tre imputati sia un'affermazione dei principi di giustizia e della capacità dello Stato di diritto di agire con rigore.