Un ventenne originario della Guinea è stato arrestato alla stazione Termini di Roma con l’accusa di atti persecutori nei confronti di una lavoratrice. Il caso è emerso il 7 settembre 2026, quando la donna ha richiesto l’intervento della Polizia ferroviaria del Compartimento Lazio. L'uomo si era appostato presso le biglietterie automatiche, osservandola con insistenza.

Gli episodi contestati sono iniziati nell’estate del 2025. L’uomo la fissava per ore e le rivolgeva continue richieste di appuntamento, nonostante i rifiuti chiari. Aveva poi ottenuto il suo numero di telefono, contattandola da utenze diverse.

Appostamenti e l'intervento della Polizia

La vittima, agitata per la presenza del ventenne, si è rivolta agli agenti. Il giovane era stato individuato vicino alle biglietterie automatiche, da dove la osservava. La Polizia ferroviaria del Compartimento Lazio è intervenuta, bloccando l'uomo in stazione.

Il rapporto era nato nell'estate del 2025, dopo un aiuto fornito dalla lavoratrice. Da quel momento sono iniziati gli appostamenti e le richieste, tutte respinte. In alcune occasioni, l’uomo avrebbe assunto un atteggiamento di sfida, sostenendo l'impunità.

Violazione del divieto di avvicinamento e arresto

Il ventenne era già destinatario di un divieto di avvicinamento alla donna. La violazione di tale misura cautelare ha portato al suo immediato arresto e alla custodia cautelare in carcere.

Il provvedimento è giunto grazie all'intervento degli agenti e alla segnalazione della dipendente, che aveva indicato la presenza dell'uomo durante gli episodi.

Gli eventi includono un ulteriore fermo dell'uomo, avvenuto mentre tentava di rientrare in stazione dalla metropolitana. In quella circostanza sono intervenuti gli agenti, bloccando nuovamente il ventenne e confermando la persistente violazione delle misure.