A Reggio Emilia, il 26 settembre 2026, un uomo di 37 anni del Modenese è stato posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. L'indagine dei Carabinieri di Casalgrande, coordinata dalla Procura reggiana, lo accusa di stalking e minacce contro la sua ex compagna incinta. La misura è stata disposta dal Gip dopo gli accertamenti e la richiesta della Procura.

La condotta persecutoria è iniziata quando la donna ha interrotto la relazione di otto mesi. Il 37enne, non accettando la separazione, avrebbe messo in atto comportamenti ossessivi.

Tra questi, il controllodei telefoni della vittima, la pretesa di tracciarne gli spostamenti, appostamenti costanti sotto casa – anche notturni – e telefonate, alcune anonime, e messaggi audio con minacce rivolte anche ai familiari.

La denuncia e il provvedimento cautelare

La giovane donna, in stato di gravidanza, si è rivolta ai Carabinieri di Casalgrande, fornendo un dettagliato resoconto. Gli elementi raccolti hanno permesso alla Procura di Reggio Emilia di richiedere al Gip l'applicazione di una misura cautelare. Il giudice ha quindi disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

Le indagini hanno rivelato anche gravi minacce di morte, con frasi come «qua finisce la tua vita» e «finisci di brutto».

L'uomo avrebbe minacciato di uccidere la donna e i suoi familiari, e di portare il figlio all'estero dopo la nascita. Appostamenti e contatti telefonici ripetuti sono stati determinanti nel provvedimento cautelare.

Il reato di atti persecutori

Il reato di atti persecutori, noto come stalking, è contemplato dall'articolo 612-bis del Codice Penale. È incluso tra i reati che godono di specifiche misure procedurali a tutela delle vittime di violenza domestica e contro le donne, al pari dei maltrattamenti contro familiari.