La Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito il 29 settembre 2026 venti misure cautelari personali, coinvolgendo imprenditori e pubblici ufficiali, nell'ambito di una vasta indagine sui lavori per la realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità Napoli-Bari. Le accuse contestate a vario titolo includono corruzione, caporalato ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Su richiesta della Procura, il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha inoltre disposto il sequestro preventivo del presunto profitto derivante dai reati di corruzione.

Gli accertamenti investigativi si sono concentrati sui cantieri della strategica infrastruttura ferroviaria, mettendo sotto la lente d'ingrandimento figure imprenditoriali e pubblici ufficiali. Un aspetto di particolare gravità, come sottolineato dal GIP, riguarda la qualità dei materiali impiegati: per una specifica tratta dell'opera, gli inquirenti contestano l'utilizzo di calcestruzzo di scarsa qualità. Tra gli episodi più singolari emersi dall'indagine, figura l'ipotesi di somme di denaro, presumibilmente tangenti, occultate all'interno di panettoni donati in occasione delle festività natalizie.

Le accuse e il sistema illecito negli appalti

Il quadro delle contestazioni si articola attorno a presunte dazioni corruttive, ipotesi di sfruttamento della manodopera e l'impiego di fatture ritenute riferite a operazioni inesistenti.

Le misure cautelari notificate dalla Guardia di Finanza interessano individui che, a diverso titolo, erano inseriti nel contesto dei lavori per la linea Alta Velocità Napoli-Bari. Il provvedimento di sequestro preventivo, disposto dal GIP, mira a confiscare il profitto illecito generato dai reati di corruzione contestati nel corso dell'inchiesta.

L'indagine, che si estende agli appalti e subappalti della linea ferroviaria, vede coinvolte complessivamente quarantanove persone. Tra gli indagati figurano anche due imprenditori irpini. La Procura aveva formulato richieste di misure cautelari per quarantacinque di questi indagati, mentre per i restanti quattro non era stata avanzata alcuna istanza.

Le contestazioni indicate nel procedimento sono molteplici e includono, a vario titolo, associazione di tipo mafioso, concorso esterno, trasferimento fraudolento di valori, corruzione, fatture per operazioni inesistenti, frode, violazioni in materia di lavoro e favoreggiamento personale.

La rete di interessi tra imprese e ambienti criminali

La ricostruzione operata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli delinea un complesso sistema di rapporti. Questo sistema, che si presume illecito, connette imprese coinvolte nei cantieri, lavoratori e ambienti criminali, ed è strettamente collegato agli appalti e subappalti per la realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità Napoli-Bari. L'inchiesta mira a disvelare la presunta rete di interessi e le dinamiche sottostanti che avrebbero permesso la commissione dei reati contestati.