Il Comune di Termoli ha presentato il 23 settembre 2026 il progetto di riqualificazione del giardino di piazza Sant’Antonio, un intervento nel cuore del centro cittadino. Lo slargo, affacciato sul mare e situato di fronte al Municipio, è storicamente noto come Villa del popolo. Inaugurato nel 1935, il giardino torna ora protagonista di un piano di rigenerazione urbana a 91 anni dalla sua apertura.
L’area, trasformata in parcheggio dagli anni Cinquanta, è destinata a ridiventare uno spazio verde con alberi, percorsi tra essenze e affaccio sulla spiaggia di Sant’Antonio, sul Borgo antico e sul Castello Svevo.
La presentazione si è svolta in sala consiliare, con il sindaco Nicola Balice, l’assessore ai Lavori pubblici Enrico Miele, l’ingegner Gianfranco Bove, l’architetto Paolo Avellino e l’architetto Domenico Colozza, progettista per Cogeco. Hanno partecipato anche Giunta, consiglieri e amministratori di Cogeco, impresa appaltatrice dell’intervento da 5 milioni di euro. Il sindaco ha definito l’opera "un sogno che diventa realtà", collegando il progetto alla rigenerazione del centro e al recupero della memoria storica della piazza.
Il cantiere e i nuovi posti auto
I lavori prenderanno il via entro pochi giorni con la cantierizzazione e proseguiranno fino a dicembre 2027. Il progetto prevede complessivamente 145 posti auto, rispetto agli attuali 90: 59 box sotto il piazzale, 52 sotto la terrazza di Pozzo Dolce e 34 posti in superficie.
L’intervento mira a collocare le auto sotto il livello della piazza, restituendo alla superficie un assetto pedonale e verde. Una nuova illuminazione è pensata per rendere gli spazi utilizzabili anche nelle ore serali.
L’assessore Enrico Miele ha definito la presentazione "una giornata storica". La piazza sarà articolata su due livelli: verde in superficie, auto sotto, con ingresso da piazza delle Foibe. A Pozzo Dolce, è prevista la riqualificazione delle piazzette circolari dell’architetto De Felice (anni Ottanta) e la realizzazione di un’ulteriore autorimessa sotterranea, oggi assente.